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Pontedera

Banca di Lajatico, risparmi bloccati: appello al prefetto del comitato soci

La sede della Banca Popolare di Lajatico
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La sede della Banca Popolare di Lajatico

«Abbiamo perso il diritto di vendere le nostre quote rappresentative e siamo in difficoltà economica». Si chiedono i necessari correttivi legislativi

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LAJATICO. Hanno i propri risparmi bloccati e si sono riuniti in un comitato inviando una lettera al prefetto e ai sindaci del territorio. Sono un gruppo di soci investitori della Banca Popolare di Lajatico (16 filiali in provincia di Pisa e 2 in quella di Firenze e con 6.800 soci), che hanno costituito un comitato denominato “Concordia”. «Lo scopo – affermano – è principalmente quello di scambiarci informazioni, monitorare, anche con un dialogo diretto con i vertici della banca, l’evolversi della situazione nella quale ci siamo venuti a trovare, in qualità di soci. Alla luce delle ultime complesse vicende delle banche popolari di credito cooperativo, abbiamo di fatto perso il diritto di vendere le proprie quote rappresentative e siamo impossibilitati a rientrare nella disponibilità dei propri risparmi. Purtroppo, questa situazione ha messo in serie difficoltà economiche molti soci che, non potendo più contare sui propri risparmi, si vedono costretti, anche per le quotidiane necessità, ad accedere a mutui o finanziamenti. Tutto ciò, oltre all’ovvio disagio, si traduce in un ulteriore danno economica e… in un ulteriore guadagno per la banca».

La Banca Popolare di Lajatico aveva, tra i possibili investimenti per un risparmiatore, quello dell’acquisto di azioni sociali: con questo tipo di investimento il cliente diventava socio. Per statuto il Cda, per ciascun esercizio, tenendo conto dell’interesse sociale, predeterminava il numero delle azioni che potevano essere emesse e sottoscrivibili da un potenziale socio. Le azioni venivano negoziate direttamente dalla banca in una piattaforma interna alla stessa e senza alcuna problematica: la banca, per lo scambio delle azioni tra soci, interveniva mettendo in contatto gli investitori che intendevano effettuare azioni di compravendita, prestando servizio di mediazione. «Ciò – ricorda il comitato “Concordia” – fino ad aprile 2017, quando la Banca Popolare di Lajatico , accogliendo la raccomandazione della Consob, ha fatto ingresso nel sistema di negoziazione multilaterale Hi-Mtf . Purtroppo dopo le prime transazioni su Hi-Mtf le vendite si sono fermate: gli acquisti alle aste dell'ultimo anno praticamente sono solo quelle effettuate dai nuovi soci nella misura strettamente necessaria per diventarlo (quota minima 50 azioni). Con conseguente deprezzamento del titolo. L’obiettivo, secondo i vertici della banca, era quello della trasparenza: l’esito per i soci è invece una illiquidità di fatto del titolo ed una impossibilità di rientro nella disponibilità dei propri risparmi. Sempre i vertici bancari dicono che si tratta di “un problema di normativa” ed allora facciamo richiesta affinché siano esaminati ed introdotti i necessari correttivi legislativi per permettere ai risparmiatori di rientrare in possesso dei propri risparmi».

Il comitato “Concordia” organizza leproprie riunioni a Casteldelbosco, nei locali del circolo Endas. I referenti sono Luisetta Giglioli, Michele Pratelli e Osvaldo Ciaponi.

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