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Fermate sicure per i ragazzi grazie all’arte di arrangiarsi di due dipendenti comunali - Foto
Debutta a Terricciola il prototipo “fai da te” per illuminare le zone di attesa dell’autobus realizzato dagli elettricisti dell’ente
TERRICCIOLA. Quando il Comune è piccolo e le casse piangono, l’arte di arrangiarsi può fare la differenza. E l’esempio arriva da Terricciola. Dove, di fronte a un problema oggettivo, come si fa nelle famiglie, si è cercata (e trovata) una soluzione economica ed efficace. Merito dell’inventiva di due dipendenti comunali, che hanno trovato il modo di dare una risposta a una richiesta della cittadinanza: garantire una maggiore sicurezza alle fermate dell’autobus, soprattutto nelle zone rurali, dove le strade sono prive di illuminazione pubblica.
E qui è entrato in gioco l’ingegno di Claudio Fiorentini, ponsacchino, elettricista del Comune. Che ha lanciato l’idea, trovando il pieno supporto del collega Fausto Turchi di Terricciola e dell’amministrazione comunale guidata da Maria Antonietta Fais.
I due hanno progettato e costruito un prototipo per illuminare le zone a rischio: «Stiamo facendo una serie di interventi sulla sicurezza stradale – racconta la sindaca – per risolvere alcune criticità. Stavamo valutando l’acquisto di lampioni autoalimentati con fotovoltaico, che però sono tutti molto invasivi per le loro dimensioni». E allora ecco l’idea di Claudio: «Costruiamoli da soli. Ci provo io». Una proposta accolta con entusiasmo da Fausto e dal Comune che, dal canto suo, ha ordinato il materiale necessario e l’ha messo a disposizione dei due dipendenti. Che l’hanno assemblato pezzo per pezzo. Il risultato? Un faretto – alimentato anche con un piccolo pannello solare e posizionato su un palo della luce – che si accende, all’occorrenza, premendo un pulsante e illumina la zona della fermata dell’autobus per quindici minuti. Se non sono sufficienti, basta premerlo nuovamente e il faretto si accende per un altro quarto d’ora.
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«Quello installato a Morrona è un prototipo – spiega Fais –. Nei prossimi giorni ne posizioneremo un altro sulla Provinciale. Se, come pensiamo, funzionano, li installeremo in tutte le fermate attualmente non illuminate». A giudicare dai primi risultati, ci sono ben pochi dubbi: «Ovviamente sentiremo i diretti interessati: gli utenti, soprattutto ragazzi. Ma già dopo le prime prove erano molto soddisfatti».
Insomma, a breve le fermate dell’autobus a Terricciola saranno più sicure «grazie a un lavoro prezioso – conclude orgogliosa la sindaca –. D’altra parte siamo un piccolo ente, ma quando si uniscono passione e professionalità a servizio del bene comune, i risultati superano ogni aspettativa». –
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