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aspettando la sfilata 

La Lupa in campo torna a mordere sperando nel bis della vittoria 2018

Paolo Falconi
La Lupa in campo torna a mordere sperando nel bis della vittoria 2018

«L’abbiamo meritata», dice la presidente Simonetta Carpina Segreto il tema di quest’anno che si rifarà comunque all’arte

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santa croce sull’arno. Torna in campo, domenica, con i gradi di aver vinto l’edizione numero 90, quella dell’anno scorso. È il gruppo carnevalesco della Lupa, che nel 2018, si guadagnò la vittoria (come scrissero i giudici «per l’originalità del tema, la sua interpretazione e la capacità nel coinvolgere il pubblico») con la mascherata dal titolo “Novanta la paura”. Di fronte a una piazza colma di pubblico e di maschere, fu la presidente del Comitato, Manuela Bracci, a dare la soddisfazione al numeroso gruppo e alla presidente Simonetta Carpina Costagli.

La quale rileva come il successo sia un po’ il coronamento di tanto impegno e una promessa che si era fatta quando prese le redini, nel 2013, della Lupa con la scomparsa di Giovanni Fagnani. “Nannino”, per gli amici, era di Siena, della contrada della Lupa. E qui nacque “naturalmente” il nome del gruppo santacrocese. Anzi, lo stesso Carnevale di Santa Croce riprese animo e interesse anche per merito suo. Pensò di mascherarsi, complice Evandro Gozzini, e via.

La Lupa è l’ultimo gruppo sorto per il Carnevale: la sua nascita risale al 1976 e i bravi “lupaioli” hanno sempre catturato l’attenzione, prima della giuria e poi delle migliaia di persone assiepate sui percorsi della sfilata nel cuore di Santa Croce. E a proposito, la Lupa - si dice - che è nel cuore di tutti. Di certo è in quello di coloro che non si dimenticano la vecchia sede di via Guidi e di tutti gli altri che nel corso degli anni hanno conquistato sempre apprezzamenti e targhe di riconoscimento.

E l’anno scorso la prima, vera, vittoria: «Ce la siamo meritata davvero – commenta a distanza di un anno la presidente Simonetta Carpina – e nessuno, che non sia del gruppo, può immaginare la soddisfazione».

Perché dirigere un “manipolo” carnevalesco sembra uno scherzo... di carnevale, invece è una bella e rilevante responsabilità.

«Chi non ne è addentro non se lo immagina. Però già a giugno noi abbiamo delle indicazioni sul tema della sfilata del prossimo anno. Da lì cominciano a prendere forma, oltre alle idee, le maschere, i colori, le mosse. E poi tanto lavoro per le sarte e per chi realizza le strutture, anche in ferro. E chi – prosegue – l’anno scorso ci ha accusato e irriso che qualcuna delle nostre maschere era stata confezionata fuori, non sa quanto ha sbagliato. Abbiamo fatto, e facciamo, tutto da soli. Ci vuole tanta passione. E anche arte».

Insomma, è vero ci vuole molta arte e anche manualità per realizzare tutto quel bendidio che poi il pubblico ammira e applaude nel corso della sfilata. Quest’anno da domenica poco dopo le 15 in centro di Santa Croce.

A proposito, presidente: l’argomento della Lupa per l’edizione 2019? «Voglio mantenere il segreto il più possibile, mi capisce vero? Diciamo che abbiamo scelto l’argomento dell’arte. Come recita il proverbio: impara l’arte e mettila da parte. E qui mi fermo». Magari, aggiungiamo noi senza voler svelare troppo della sfilata della Lupa, potrebbe non mancare qualche preciso riferimento a Leonardo da Vinci nel ricordo dei cinquecento anni della morte.

Dunque, possiamo dire che tutto è pronto per la sfilata. Mancano, come si dice, gli ultimi ritocchi, forse i più importanti. Ma verranno dati nella giornata di sabato o nella mattinata di domenica. Intanto, l’estrazione dell’ordine di uscita ha messo la Lupa al secondo posto. Quando inizierà “il corso” la prima maschera della cinquantina che sfileranno sarà un’altra emozione, cullando la speranza di concedere il bis.

Poi proseguire con varie iniziative durante l’anno, per non disperdersi e trovare fondi economici sempre utili. Come l’organizzazione a settembre della sagra del tordello. Ricordi d’infanzia della presidente Simonetta. Ovviamente in bocca al lupo, pardon alla Lupa. —

Paolo Falconi

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