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Geotermia, appalti Enel in stallo e per l’indotto è allarme occupazione

A.Q.
Geotermia, appalti Enel in stallo e per l’indotto è allarme occupazione

Nei prossimi giorni è atteso un chiarimento dalla società Il sindaco Martignoni: «Si salvaguardino le ditte della zona»

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POMARANCE. Le notizie che arrivano dal governo parlano dell’esclusione della geotermia dagli incentivi anche nel decreto Fer2. Quelle che, invece, riguardano la legge regionale approvata di recente non lasciano del tutto tranquilli gli amministratori. Ma per chi sta lottando per salvare quella che viene considerata il volano economico della Valdicecina c’è un altro aspetto da affrontare, la crisi dell’indotto. Preoccupano, infatti, la tenuta occupazionale nell’immediato e le prospettive per le ditte della zone nei prossimi mesi. Per questo i sindaci hanno chiesto risposte ad Enel i cui contratti di appalto per la manutenzione degli impianti sono praticamente tutti scaduti. «Occorre rivedere gli accordi», ha detto il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.

L’idea è di chiedere alla società di salvaguardare maggiormente le aziende delle zone geotermiche tradizionali, come Valdicecina e Monte Amiata. «Negli anni d’oro della geotermia – ha detto Martignoni – le aziende del porto di Livorno o della siderurgia di Piombino venivano coinvolte negli appalti di Enel. Non c’erano problemi, visto che le commesse erano numerose. Ora, però, non c’è più lavoro per tutti e occorre rivedere il local contract con Enel affinché vengano privilegiate le ditte che hanno sviluppato know-how nel settore».

Nei prossimi giorni ci sarà un incontro proprio su questo aspetto che vede molte aziende dell’indotto geotermico a un bivio: da un lato la richiesta di cassa integrazione o i licenziamenti, dall’altra il prolungamento dei contratti scaduti alla fine del mese di gennaio. «Di fatto è tutto fermo – dice ancora il sindaco di Pomarance –. In questa situazione di stallo e di confusione legata agli incentivi, Enel non ha rinnovato i contratti e non sta dando seguito alle gare di appalto. Una situazione che rischia seriamente di danneggiare le ditte dell’indotto che non ce la fanno più ad andare avanti. E il rischio è cominciare a veder calare i livelli occupazionali in maniera concreta. Quello che si ventilava fino a poche settimane fa, ora potrebbe trasformarsi in una brutta realtà». —

A.Q.

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