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Pontedera

disagi a san donato 

Cercasi un ambulatorio per medico di famiglia

Nilo Di Modica
Cercasi un ambulatorio per medico di famiglia

Cittadini preoccupati dopo il pensionamento di Bianchi «Serve un luogo dove un nuovo dottore possa lavorare» 

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SAN DONATO. «Dobbiamo trovare un dottore. Anzi, un fondo». Sono giorni di apprensione, questi, nella frazione di San Donato tra i tanti pazienti a caccia di un medico, dopo il pensionamento di quello che ha prestato servizio per moltissimi anni. Frazione fra le più grandi e produttive del comune, per decenni si è servita dal dottor Massimo Bianchi, che pur essendo titolare presso il Centro Medico di Ponte a Egola ha sempre portato avanti il servizio anche nella vicina San Donato, all’interno di un locale di sua proprietà.

«Dopo molto tempo sono dovuto andare in pensione, dopo i 70 anni l’Asl toglie la convenzione – spiega Bianchi – Chiaramente quello che facevo io era su base volontaria: non ero costretto a tenere un ambulatorio anche a San Donato e forse ci rimettevo. Essendoci pazienti anziani che non potevano spostarsi più di tanto sono andato avanti».

Situazione non inusuale di questi tempi, se si pensa che il dibattito sul radicamento territoriale del servizio sanitario nelle frazioni più periferiche è proprio in questi giorni impazza sull’altra sponda dell’Arno, a Santa Croce, dove la frazione di Staffoli lamenta una copertura scarsa e dove presto, dicono fonti vicine all’Asl, la cosa potrebbe ripetersi anche in altre località delle Cerbaie. Più paradossale, quasi incredibile per i tanti residenti della frazione sandonatese, è che qualcosa del genere accada da loro, in quella che certo non è una piccola porzione del comune. Ed ecco scattare subito il passaparola.

«Il medico subentrato a me, lo ha fatto sempre a Ponte a Egola, portando avanti un ulteriore ambulatorio in un altro luogo del comune – dice Bianchi. – È nelle sue facoltà decidere se fare o meno ambulatori in luoghi diversi. Io lo facevo in un locale mio, che probabilmente venderò».

Di qui l’appello di molti affinché si venga incontro ai medici ponteaegolesi «con qualcosa in mano», uno stabile pubblico o un affitto calmierato. Soluzione che il Comune da parte sua non promette, ma sulla quale starebbe in qualche modo lavorando di concordo con l’Asl. «Purtroppo o per fortuna San Donato è da sempre un luogo che attrae nuovi residenti dai paesi vicini – spiega David Spalletti, assessore al sociale che da qualche tempo si è occupato di monitorare la situazione con l’Asl – Questo fa sì che una frazione, che teoricamente avrebbe i numeri, di fatto sia legata alla disponibilità di altri dottori di fare ambulatorio in loco perché molti residenti si sono “portati dietro” il medico da altri posti». —

Nilo Di Modica

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