Il Tirreno

Pontedera

volontariato 

Distribuiti 8.334 pasti a 392 ospiti in un anno

Federico Baldelli
Distribuiti 8.334 pasti a 392 ospiti in un anno

La mensa della solidarietà garantisce colazione, pranzo e servizio doccia a quanti sono in situazioni di disagio

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PONTEDERA. La mensa della solidarietà, a dispetto della sua natura, non risponde solamente all’esigenza della fame, ma ha un ruolo fondamentale nel costruire rapporti umani.

In questo crede il responsabile della struttura, Renzo Bartoli, quando parla del servizio che la Misericordia offre sotto la sua responsabilità: «In un clima generale incattivito noi apriamo la porta a chi ha bisogno, senza indagare eccessivamente sul perché», e oltre al cibo il «nostro ruolo diventa quello di un ristoro della solidarietà».

La mensa è gestita solo con fondi propri della Misericordia e sorretta grazie al lavoro dei volontari. Come sottolinea ancora Bartoli, anch’egli volontario, è grazie all’impegno giornaliero di molte persone che si riesce a raggiungere questi risultati.

I volontari riescono ad aprire trecentosessantacinque giorni all’anno, per colazione, per pranzo, e anche per fornire il servizio doccia.

«È impossibile che una persona che ha bisogno resti a mani vuote qui», dice una volontaria: la mensa garantisce 20 pasti caldi ogni giorno, ma in caso di qualche richiesta in più ha sempre pronte da mangiare vivande inscatolate.

In un anno la Misericordia è riuscita a distribuire 8.334 pasti a 392 ospiti diversi per la maggior parte uomini (97%) e italiani (41%), 1.763 servizi doccia, tutto grazie al lavoro di 25 volontari, la maggior parte donne, e alle donazioni di attività commerciali e privati.

Renato Lemmi, governatore della Misericordia, per il 2018 parla di 2.650 euro di donazioni specificamente per la mensa. Inoltre tra maggio e giugno la mensa è stata ristrutturata grazie a molti contributi, per un totale di 10.000 euro.

L’importanza di questo servizio che svolge la Misericordia è palpabile anche nei numeri e si inserisce in un contesto di collaborazione tra molte associazioni sul territorio pontederese. «Il dialogo con le altre realtà deve continuare e migliorare, per comprendere ancora meglio la situazione - osserva Lemmi - la Misericordia fa la sua parte come associazione cattolica ma aprendo la porta a volontari di qualsiasi fede e religione».

Di certo, qualunque sia la fede o i valori che animano queste azioni, la solidarietà resta al centro dei bisogni di questo tempo. —

Federico Baldelli

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