Il presidio
«Senza la nuova scuola gli studenti resteranno nei moduli più a lungo»
La sindaca di Ponsacco si dice fiduciosa: «Penso che la Soprintendenza non apporrà alcun vincolo architettonico alla Fucini»
PONSACCO. La Soprintendenza ha avviato il procedimento di verifica dell’interesse culturale per gli edifici scolastici realizzati dall’architetto Renzo Bellucci, inclusa la scuola Fucini, chiusa da settembre 2017. La procedura è ancora in corso e la Soprintendenza renderà noto l’esito ufficiale soltanto al termine di questo iter di valutazione: ha precisato la sindaca, Francesca Brogi. Nel frattempo però i progetti che il Comune aveva in mente per la scuola primaria Fucini restano congelati. Con inevitabili ripercussioni sulla programmazione degli interventi per l’edilizia scolastica, in vista anche di un aumento del numero delle iscrizioni per le prime cl assi nell’anno scolastico 2019-2020. «Spero che la Soprintendenza ci comunichi l’esito della verifica in poco tempo – dice la sindaca – sono abbastanza fiduciosa. Alla fine non penso che sarà messo alcun vincolo sull’edificio. E spendere un milione e mezzo per ristrutturarlo e avere una scuola vecchia avrebbe poco senso. Ci sarebbero ancora aule piccole, di 36 metri quadrati, e nessun spazio adeguato per i lavoratori». Il Comune va avanti con la gara per l’affidamento dei lavori considerando ancora possibile la ricostruzione dell’edificio ma ha fermato l’iter della demolizione. In questo caso la procedura è stata bloccata.
«I ragazzi frequentano già le lezioni nei moduli prefabbricati – dice Brogi – ma se i tempi dovessero allungarsi e si dovesse procedere con la ristrutturazione della vecchia scuola è probabile che le lezioni nei moduli dovranno continuare ancora a lungo. In più l’istituto chiede di avere più aule a disposizione».
Si annuncia molto complessa dopo il critico d’arte Vittorio Sgarbi era intervenuto in difesa dell’edificio progettato dall’architetto Bellucci. Inizialmente la sindaca aveva replicato dicendosi intenzionata a ignorare le critiche di Sgarbi. «Devo dare una scuola ai ragazzi il prima possibile e sarà bella, sicura e funzionale», era stata la secca risposta della sindaca. Ma l’intervento della Soprintendenza, sollecitata dallo stesso critico, ora costringe l’amministrazione a uno stop forzato.
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