Ha vinto un concorso ma non la fanno lavorare
Lo strano caso della direttrice scelta tra i quattro candidati che non erano ammessi all’orale e poi tenuta in standby
CASCINA. Ha vinto un regolare concorso pubblico all’ ex Ipab, casa di riposo “Remaggi”. Ma a distanza di due mesi la dottoressa Annalisa Toni non ha ancora firmato il contratto che le permetterà di assumere formalmente l’incarico di direttore dell’istituto di San Lorenzo alle Corti.
Non è la prima volta che il consiglio d’amministrazione della casa di riposo per anziani interpreta in maniera libera i regolamenti e gli statuti dell’ente. Comunque questa volta, al di là delle immancabili chiacchiere sulla selezione, il Cda pare che non sia stato in grado di rispettare quello che aveva spiegato in maniera autonoma sul sito dell’ente. «La vincitrice è invitata a presentarsi, entro 15 giorni dalla comunicazione della nomina, per la sottoscrizione del relativo contratto di lavoro individuale», si legge ancora oggi sul sito ma l’avviso è stato pubblicato il 20 dicembre scorso. A cosa è dovuto questo ritardo? Probabilmente ai dubbi emersi dopo che la selezione si è conclusa. Inizialmente infatti la commissione della selezione comparativa per il conferimento dell’incarico di direttore dell’azienda pubblica di servizi alla Persona “Centro Residenziale Matteo Remaggi”, aveva analizzato le domande di partecipazione presentate e aveva ritenuto idonei a passare alla fase degli orali quattro candidati. Il Cda però, con un atto che aveva creato non pochi imbarazzi, aveva deciso di sentire tutti i professionisti che avevano presentato la domanda per accedere a questo lavoro. Alla fine è risultata vincitrice la dottoressa Toni che, evidentemente, ha convinto di più il presidente e il consiglio d’amministrazione.
Nessuno poi sa perché da quel momento in poi la dottoressa Toni non ha potuto mettersi al lavoro. Sembra che dalla segreteria del Comune ci sia stato un intervento per comprendere le modalità di svolgimento della selezione e soprattutto per capire come mai se all’orale erano stati ammessi solo quattro candidati, poi il posto di lavoro è stato assegnato alla dottoressa Toni che non risultava in quell’elenco.
Formalmente non sarebbero stati trovate irregolarità se non l’atteggiamento irrituale di chi si è intromesso nel lavoro della commissione. Tra l’altro non è la prima volta che il Cda dell’istituto, pur a selezione conclusa, aveva trovato scuse per lasciare trascorrere il tempo e poi arrivare ad un’altra soluzione.
Anche per questo i sindacati in una nota lamentano «l’assoluta latitanza del Cda, sulle problematiche quotidiane dell’ente e la sua sordità a qualunque richiesta di incontro fatta dalla delegazione di parte sindacale, che ancora oggi vede pendente ed irrisolto il contenzioso sul fondo di produttività, in quanto nonostante l’intesa raggiunta tra le parti nel mese di settembre 2018, le dimissioni del precedente direttore hanno impedito di ratificare un accordo. Risulta inoltre incomprensibile come di fronte ad una condizione così delicata della Rsa e nonostante l’espletamento della procedura per la nomina del direttore, ratificata in data 24 dicembre scorso il direttore non sia ancora operativo, lasciando nell’immobilismo gli uffici e disorientando il personale». –
S. C.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google