Il presidio
Matteo Franconi chiede scusa agli imprenditori per i ritardi
Secondo l’assessore ai lavori pubblici, sul caso dell’area produttiva «in molti hanno parlato a sproposito per fare propaganda politica»
PONTEDERA. La verità di Matteo Franconi sul progetto Apea e la zona industriale di Gello. Con una premessa: «Chiedo scusa a chi lavora in quest’area», dice l’assessore ai lavori pubblici di Pontedera.
Una vicenda su cui l’amministrazione comunale ha intenzione di mettere la parola fine in fretta, visto che ha già avviato l’iter per la rescissione del contratto di appalto con la ditta che si era aggiudicato i lavori senza portarli a termine.
«Sui lavori in corso nella zona industriale di Gello si è detto e scritto molto – prosegue Franconi – Spesso a sproposito, senza aver una minima cognizione di causa e solo per fare propaganda politica becera e spicciola. La cosa vera, purtroppo, è che i lavori non si sono ancora conclusi e questo fatto ha creato disagio alle aziende che qui lavorano. Non posso che scusarmene».
Poi l’assessore fa una lunga lista di «cose vere, per fare chiarezza». Una di queste è che «grazie all’iniziativa del Comune, la città ha ottenuto un finanziamento importante di quasi un milione di euro. Soldi che, diversamente, sarebbero finiti da qualche altra parte in Toscana».
Un altro aspetto del ragionamento di Franconi ruota attorno all’obiettivo del progetto Apea: «Migliorare un’area produttiva e renderla ecologicamente attrezzata con interventi riguardanti le strade, il verde, le piste ciclabili, gli spazi pubblici e il materiale usato».
Ma un’altra verità dell’assessore è che il Comune ha avuto «enormi problemi con la ditta che ha vinto l’appalto, una gara europea fatta con offerta economicamente più vantaggiosa e non al massimo ribasso. La ditta, per problemi suoi, alla fine non ha garantito la conclusione delle opere. In accordo con la Regione Toscana rescinderemo nei prossimi giorni il contratto e affideremo con una nuova gara i lavori rimanenti senza perdere le somme a disposizione».
Secondo Franconi, «le regole sugli appalti pubblici complicano molto la vita ai Comuni e ai cantieri che questi riescono ad attivare». E auspica che «il Parlamento produca una normativa migliore a tutela dei bisogni dei cittadini e delle imprese affinché i soldi spesi si accompagnino a opere pubbliche finite il più velocemente possibile».
L’ammissione di “colpa” sul ritardo accumulato per la realizzazione dei lavori, ma «non per cause imputabili a noi», sottolinea per poi aggiungere: «È vero però che, senza la nostra voglia di migliorare le infrastrutture a servizio di Pontedera, nemmeno ci sarebbe stato questo importante cantiere. Ed è vero che amministrare i bisogni delle comunità con regole a volte assurde e con le sempre minori risorse dei comuni è tremendamente complicato». —
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