Il Tirreno

Pontedera

opere pubbliche mai finite 

Incompiuta la zona industriale di Gello tra buche e parcheggi invasi dall’erba

Andreas Quirici
Incompiuta la zona industriale di Gello tra buche e parcheggi invasi dall’erba

La ditta vincitrice dell’appalto non ha terminato i lavori nelle aree di sosta dove era prevista l’installazione di pannelli solari

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PONTEDERA. Via Emilia Romagna. Zona industriale di Gello. Il viaggio tra i capannoni, in un’area molto estesa e strategica del Comune di Pontedera, parte da qui. Di fronte alla carrozzeria Nuova Valdera. Sul lato opposto della strada c’è uno dei parcheggi legati al progetto di Area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea). Un piano d’intervento che prevedeva la costruzione di spazi per la sosta delle auto coperti da pannelli solari, oltre a una rete di piste ciclabili. Ma che non è mai stato messo in pratica per problemi legati all’appalto. I resti di questi lavori, iniziati e mai finiti, sono lì davanti agli occhi di tutti. Compresi alcuni punti della rete viaria della zona industriale con buche nell’asfalto non indifferenti. L’inizio del giro dell’area produttiva di Gello è, però, molto significativo. In via Emilia Romagna, oltre al parcheggio di fronte alla carrozzeria, ce n’è un altro a fianco della Taliani Ferro, di fronte a Stefanelli Imballaggi. Il primo è perfettamente pulito con molte auto parcheggiate, il secondo è pieno d’erbacce e desolatamente vuoto.

«Questa differenza dipende dal fatto che di fronte alla nostra sede la ditta ha steso il catrame, subito dopo aver costruito la struttura del parcheggio, evitando vuoti a terra che si sono formati, invece, nell’altro parcheggio – dice Vando Angiolini della Nuova Valdera – E il risultato è che la vegetazione è cresciuta a dismisura, impedendo di usare il parcheggio».

Probabilmente servirebbe un po’ di pulizia, ma il colpo d’occhio è davvero impietoso. E resta tale anche in via dell’Industria, dove si trova il terzo parcheggio incompiuto del progetto Apea. Qui la vegetazione ha invaso parte dell’area di sosta per le auto. Ma ci sono alcuni spazi dove si possono parcheggiare i veicoli. E lo scheletro di ferro, che avrebbe dovuto sostenere i pannelli solari, sembra desolatamente abbandonato in attesa che qualcuno completi i lavori.

Anche perché proprio in via dell’Industria ci sono tratti della strada con grande necessità di manutenzione.

Esiste poi un altro problema su cui pone giustamente l’accento Angiolini: «Mi devono spiegare la questione dei pannelli solari. Capisco l’idea di seguire una strada ecologica. È giusto come concetto. Ma con tutti i furti che avvengono di notte nelle aziende di questa zona, quanto durerebbero i pannelli solari? Quanto rimarrebbero intatti gli impianti elettrici per farli funzionare? Siamo bersagliati dai ladri, quasi ogni sera. Ci svegliano spesso gli allarmi dei capannoni. C’è chi ha subito decine di furti o tentativi di forzare gli ingressi. Credo che i pannelli solari, una volta installati, durerebbero davvero poco tempo». –

Andreas Quirici

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