Il Tirreno

Pontedera

la storia 

Un evento che affonda le radici nel XVII secolo

L.L.

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BUTI. Il Palio di Buti affonda le sue radici nel XVII secolo, quando la benedizione delle stalle del paese nel giorno di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali, rappresentava un'importante cerimonia religiosa per la popolazione.

Fino alla fine degli anni Ciquanta del secolo scorso i butesi che possedevano un cavallo lo utilizzavano per la corsa dopo la benedizione, e da questa usanza sono nate prima le sfide tra proprietari, poi tra contrade.

Il Palio nella sua versione attuale nasce nel 1961, dopo la costituzione del Seggio di Sant'Antonio, associazione organizzatrice della manifestazione, e la suddivisione del paese in contrade, in base alle rispettive chiese del territorio.

Il Palio viene corso la domenica successiva al 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio, ma la preparazione della festa si svolge durante tutto l'anno, con i vari eventi organizzati dalle contrade, che nel frattempo cercano di portare i migliori cavalli e fantini per vincere il Palio e aggiudicarsi il “cencio”, il drappo che ogni anno viene dipinto da un'artista del paese. Quest’anno l’opera è tutta al femminile, dipinta a sei mani da Francesca Leporini, Giada Bernardini e Sabina Buti. —

L.L.

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