Il Tirreno

Pontedera

La calza dei record tocca 400 metri di lunghezza nel borgo carducciano a forma di chiocciola

Nilo Di Modica
La calza dei record tocca 400 metri di lunghezza nel borgo carducciano a forma di chiocciola

La festa con la regia della Pro Loco ha riempito Santa Maria a Monte di colori e palloncini per la gioia di tanti bambini arrivati da tutta la zona 

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L’EVENTO

Si chiamano Antonietta, Simona, Daniela, Carla, Ilaria, Simonetta. Il consueto “miracolo” della lunghissima calza della Befana, ormai una tradizione a Santa Maria a Monte, deve soprattutto a loro il suo riemergere ogni anno lungo via Carducci.

Una festa che anche ieri ha riempito di colori e palloncini il borgo fatto a chiocciola, caro al poeta Giosuè Carducci, la cui famiglia qui abitò: la calza, che nel 2019 è ritornata ai fasti di qualche anno fa, ha ragginto quota 400 metri.

Manifestazione che tra musica, stand, cibo, divertimento e prodotti tipici (senza dimenticare l'immancabile padella per la frittura di patate e bomboloni in piazza Santi Politi) ha animato il centro fin dalla mattina, coronandosi poi con il volo della celebre vecchietta dal terrazzo del Municipio sino all'inizio del corso, finito quest'anno senza intoppi o inceppamenti: augurio, chissà, di un anno fiorente.

Ad organizzare tutto la Pro Loco, guidata da poco tempo dalla sua nuova presidente Daria Panicucci, oltre che dal Comune, dal comitato Fiera dell'Assunta e con la collaborazione dell'Ape Club di Pisa, che ad un certo punto, mollata la scomoda scopa, ha dato un passaggio alla Befana aiutandola nell'opera di distribuzione di caramelle e dolciumi.

Ad accompagnare il tutto, durante il pomeriggio, la musica della storica banda folkloristica “La Montesina” e le saette degli Arcieri della Collina, sempre pronti a dare lezioni a chiunque voglia cimentarsi nell'antica arte.

Anche il gran finale della manifestazione, poi, è stato tutto dedicato ai più piccoli, che tra una caramella ed un cioccolatino hanno potuto chiudere la festa in mezzo agli scoppi dei tantissimi palloncini colorati che riempivano la calza, ricavata come sempre da pezzi di stoffa e stracci di recupero, tovaglie e quant'altro. —

Nilo Di Modica

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