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arte e cultura 

Al Guarnacci restauro dei mosaici romani grazie ai tedeschi

Marco Sabia
Al Guarnacci restauro dei mosaici romani grazie ai tedeschi

Un museo straniero che aveva in prestito opere volterrane cofinanzia l’intervento sulle opere presenti sul pavimento

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VOLTERRA. Via al restauro dei mosaici romani ospitati nel museo Guarnacci di Volterra: l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Buselli ha conferito l’incarico ad una restauratrice professionista di Livorno, Francesca Mancini, per una somma complessiva di 11.500 euro (iva inclusa), come si legge nell’atto di affidamento dell’incarico presente all’albo pretorio.

Si tratta, chiaramente, di una parte dei mosaici del Guarnacci. La cosa curiosa è che a pagare il restauro saranno anche i tedeschi: questo perché il Comune ha concesso varie opere in prestito al Museo di Karlsruhe in occasione della mostra “Die Etrusker”, incentrata sulla cultura e sulla civiltà etrusca (in collaborazione col ministero italiano dei beni culturali).

La concessione al museo tedesco era però subordinata al pagamento, da parte del museo stesso, di una somma che sarebbe poi stata dirottata al restauro dei mosaici romani che sono attualmente conservati nel pavimento di alcune sale del Museo Guarnacci.

Un prestito – quello ai tedeschi – che quindi ha permesso di cofinanziare l’intervento su queste opere artistiche presenti sul pavimento di un museo così importante, non solo a livello locale e regionale, che raccoglie una delle più belle collezioni d’arte etrusca.

La collezione etrusca, integrata da numerosi reperti sia di età villanoviana che di età romana, è dislocata su tre piani del palazzo ed costituita da 38 sale collegate in un percorso didattico che consente di percorrere le tappe più importanti della storia dell’antica Velathri. Il Museo Guarnacci è uno dei più antichi Musei pubblici d’Europa: nasce nel 1761 quando il nobile abate Mario Guarnacci (Volterra 1701-1785) dona il suo ingente patrimonio archeologico, raccolto in anni di ricerche e acquisti, al “pubblico della città di Volterra”. La donazione, che comprendeva anche una biblioteca ricca di oltre 50.000 volumi, fu un atto di estrema lungimiranza in quanto, oltre a dotare la città di uno strumento culturale importantissimo, scongiurò il pericolo che l’ingente patrimonio accumulato si disperdesse.

L’intervento di restauro ai mosaici non è ancora partito ma lo sarà a breve. —

Marco Sabia

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