Il presidio
Il pugile con il cuore granata ora vuole il titolo italiano
Rafaelo Sheshi, 26 anni, di Pontedera, è conosciuto da tutti come “Raffa” «Desidero battermi nella mia città, sono sicuro di vincere nel 2019»
PONTEDERA. «Voglio battermi per il titolo italiano a Pontedera. L’ho già detto al mio manager. Se non si dovesse raggiungere l’accordo con l’amministrazione pazienza, combatterò a Firenze. Una cosa è certa, nel 2019 lo vincerò. Quella cintura sarà mia. Strafottente? No, sono solo sicuro di ciò che valgo».
Potenza e carattere. La prima ha fatto innamorare la Germania e gli ha permesso di mettere al tappeto tutti e tre i suoi ultimi avversari. Il carattere, invece, lo ha fatto rimettere in piedi dopo la delusione tedesca. Un duro colpo al morale proprio mentre il suo dito stava per toccare il cielo.
«Ho passato un momento difficile – racconta Rafaelo Sheshi, pugile 26enne di Pontedera, categoria Super Welter, sostenuto e seguito da molti giovani, della città e non solo – ma ora sono tornato. Ho incontrato un maestro di vita, una persona che ormai per me è come un padre».
La luce nella carriera di Sheshi si chiama Alessandro Boncinelli, esperto allenatore fiorentino che l'ha preso sotto l’ala, lo ha rimesso in forma e ha riacceso in lui la fame di vittorie. “Raffa”, come lo chiamano tutti a Pontedera, dal 2013 al 2016 ha assaggiato il mondo del pugilato professionistico, con il team Saureland, in Germania, dove ha incrociato i guantoni col campione tedesco Denis Krieger. Poi un fastidioso infortunio alla mano lo ha tenuto a lungo lontano dal ring.
«È una parentesi della mia vita che ricordo con grande felicità, ma che fa parte del passato. Guardo avanti, voglio vincere, ciò che è stato non mi interessa», dice Sheshi, che tra i suoi sostenitori ha anche gli Ultras Granata Pontedera. La sigla della tifoseria organizzata granata è presente sulla maglietta che Raffa indossa quando sale sul ring.
Nel marzo scorso Rafaelo è tornato sul ring, seguito dal promoter Mario Loreni. Vittoria contro Giuseppe Rauseo ai punti, poi altro successo, stavolta per Ko, a settembre, contro Alexandru Petrica, quindi un altro Ko ai danni del serbo Milan Zivkovic, nell’ultimo incontro disputato, il 15 dicembre scorso ad Azzano Mella, nel Bresciano.
«Mi alleno sei ore al giorno, penso solo alla boxe. Ho voglia di tornare grande, di dimostrare a tutti di cosa sono capace», prosegue Sheshi, che ha risvegliato in città il sentimento d’amore per i guantoni, sepolto sotto la cenere dai tempi di Mouhamed Ali Ndiaye, pugile senegalese di origine, ma pontederese d’adozione, che nel novembre del 2011, in un palazzetto dello sport gremito di spettatori, sconfisse Andrea Di Luisa conquistando il titolo di campione dell’Unione Europea.
Tutti, ora, in città fanno il tifo per Raffa. La palestra Body and Soul gli ha spalancato le porte per gli allenamenti di rifinitura e la farmacia Nuova in piazza Martiri della Libertà, di Claudio Ferretti, lo segue dal punto di vista sanitario. «Poi devo ringraziare il mio fisioterapista, Marco Bragazzi, e Nicola Berti, che segue la mia forma fisica», racconta il pugile col cuore granata. Manca solo la ciliegina sulla torta. «Voglio il titolo. Sosterrò un altro paio di incontri e poi sarò pronto all’assalto. Sarebbe un sogno farlo nella mia città, di fronte ai miei amici. Nei miei guantoni ci sono sacrifici, lacrime e sudore. E presto, le mie mani – conclude Sheshi – stringeranno la cintura di campione d’Italia». —
Tommaso Silvi
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