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Duello tra le due sindache sul caso rom, Brogi: «Rischiamo di creare un ghetto»
La polemica Pd-Lega: dopo lo sgombero del campo di Navacchio, due famiglie sono andate a Ponsacco nel palazzo che ne ospita già quattordici
PONSACCO. «Non vogliamo un ghetto nell’immobile di via Rospicciano, occorre l’intervento del prefetto e una concertazione con i Comuni perché quello che è successo dopo lo sgombero del campo rom di Navacchio non si ripeta».. La sindaca di Ponsacco, Francesca Brogi (Pd), vuole inviare un messaggio forte e chiaro al Comune di Cascina, amministrato dal centrodestra e da una sindaca leghista, Susanna Ceccardi, ma anche ad altri paesi che hanno campi rom.
Nel cosiddetto “ecomostro”, per le grandi dimensioni con cui è stato realizzato dalla Futura Immobiliare, poi andata incontro a una procedura fallimentare, sono arrivate due famiglie che erano al campo di Navacchio sgomberato di recente. Hanno sottoscritto un contratto di affitto con una società che gestisce gli immobili della Futura Immobiliare. Nel 2016 si erano trasferite a Ponsacco altre 14 famiglie macedoni che avevano lasciato un campo a Oratoio, in via Maggiore, con l’intervento della Società della salute di Pisa. Erano stati allontanamenti volontari, «incentivati da azioni di persuasione della Sds che ha aiutato chi viveva in baracche e roulotte ad essere inserito nei percorsi di emergenza abitativa», così è stato spiegato. Come aveva fatto nel 2016 quando erano arrivate le prime famiglie “inviate” a Ponsacco da Pisa, la sindaca Brogi chiede l’intervento della prefettura e per questo oggi dovrebbe incontrare il nuovo prefetto di Pisa.
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«Sono stata informata dai carabinieri del possibile arrivo in via Rospicciano di famiglie dal campo rom di Navacchio – dice Brogi – Arrivano in un complesso da segnato da forti criticità. Il rischio è di creare un ghetto. Qui sono presenti già altre famiglie straniere. È un rischio che non possiamo accettare, perché si viene a creare una situazione che mina la convivenza civile. Noi invece siamo per l’accoglienza e l’integrazione".
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"Avevo fatto sentire la mia voce - prosegue la sindaca - quando erano arrivate le famiglie macedoni da Oratoio (cioè da una realtà allora amministrata dal Pd, ndr), lo faccio anche oggi. Quell’immobile non è adatto a ospitare quelle famiglie, i primi ad essere preoccupati sono le forze dell’ordine. Cascina ha speso 20mila euro per sgomberare il campo e spostare il problema a Ponsacco. Invece serve una regia della prefettura, una concertazione inter-istituzionale per favorire l’accoglienza diffusa. Se nel 20119 dovesse vincere le amministrative il centrodestra, che farà? Pagherà queste famiglie per mandarle via? Userà la ruspa?».
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«La politica della ruspa di Ceccardi e soci è uno slogan da campagna elettorale che aggrava le criticità spostando persone e problemi da un Comune all’altro». Lo hanno detto i consiglieri regionale del Pd, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni, e gli onorevoli democrat Lucia Ciampi e Susanna Cenni. Sulla stessa lunghezza d’onda l’europarlamenta Simona Bonafé, segretaria regionale del Pd: «I leghisti scattano foto a uso dei social, ma non risolvono problemi». Sostegno a Brogi anche dal consigliere regionale Antonio Mazzeo e dal parlamentare Stefano Ceccanti.
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