Il Tirreno

Pontedera

Sangue, il 2018 si chiude con 500 donazioni in più

Pietro Mattonai
Fabrizio Niglio, primario del centro trasfusionale
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Fabrizio Niglio, primario del centro trasfusionale

Il primario del centro trasfusionale di Pontedera e Volterra: «Merito anche della campagna del Tirreno». Nonostante l’incendio di marzo, l’attività della struttura non si è mai fermata

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PONTEDERA. «Nel 2017 pensavamo di aver fatto un’annata speciale, ma quest’anno abbiamo migliorato ancora». È al settimo cielo il dottor Fabrizio Niglio, primario del centro trasfusionale di Pontedera. E ne ha tutte le ragioni: arrivati a Natale, l’ospedale “Lotti” di Pontedera e il “Santa Maria Maddalena” di Volterra hanno battuto il record di donazioni del 2017. C’è ancora qualche giorno per incrementare i numeri e arrivare (bilancio annuale) a circa 12mila donazioni (9.500 a Pontedera, il resto a Volterra). «Entro fine 2018 – continua Niglio – puntiamo a superare le 500 donazioni in più rispetto allo scorso anno». 
 
I numeri del 2018
Quello che va a chiudersi, per la cultura del dono, è un anno davvero da ricordare. Soprattutto, pensando da dove si era partiti. «Nel 2017 siamo riusciti ad invertire una tendenza negativa, – spiega – ma quest’anno siamo andati oltre, contando circa 150 unità in più soltanto a Pontedera, con l’obiettivo di arrivare a 300». Un saldo niente male, visto anche l’incendio di marzo che ha colpito proprio il centro trasfusionale del “Lotti”. «L’attività non è mai cessata – prosegue Niglio – e con l’inaugurazione della sala ristrutturata e i nuovi macchinari abbiamo dato una svolta». Al nuovo corso del centro hanno contribuito molto anche gli studenti delle scuole superiori, coinvolti nel progetto portato avanti da Avis e Fratres e che si ripeterà anche nel 2019. «I neomaggiorenni hanno contribuito con più di 100 donazioni – sottolinea il primario del centro trasfusionale –: per noi è un patrimonio importantissimo per il futuro». 
 
Bene comune
Il valore dei numeri è molto più profondo della sola contabilità. Essi si tramutano in aiuto costante e supporto a pazienti e sale operatorie che, anche in periodi festivi, non rimangono sguarnite. «Questi risultati sono il frutto di un percorso condiviso da tantissime realtà – racconta Niglio – dai donatori alle associazioni, dall’ospedale al Tirreno». Da più di un anno, Il Tirreno è media partner della campagna di diffusione della cultura del dono. «È merito anche vostro, date voce al nostro impegno – dice – e spesso i donatori arrivano qui dopo aver letto il giornale: è un servizio fondamentale». In ogni caso, per Niglio, alla base vi è un tessuto sociale fortissimo. «A Pontedera e nella Valdera c’è un grande capitale umano – commenta – e il centro trasfusionale è visto come un vero e proprio bene comune della cittadinanza». 
 
Tra passato e futuro
Il 2018, comunque, non è stato soltanto un anno di numeri positivi. Ci sono stati anche il Congresso nazionale di Genova e il lancio del primo drone per il trasporto di unità di sangue e plasma. «A Genova siamo stati premiati come modello da seguire – spiega Niglio – mentre il drone, provato a Pontedera e Volterra, è un altro valore aggiunto che ci rende ancor più orgogliosi di quanto è stato fatto». Tante tappe di un percorso lungo e faticoso, che continuerà anche il prossimo anno. «Ripartiremo dalle scuole – dice –: non ci vogliamo fermare qui e speriamo di avere tanti altri bei risultati». Da gennaio ci sarà la possibilità di fare del bene anche nel fine settimana: la seconda e la quarta del mese saranno a disposizione dei donatori. 

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