Il Tirreno

Pontedera

La polemica 

«Lo sgombero del campo rom l’ho fatto io, non le ruspe»

Sabrina Chiellini
«Lo sgombero del campo rom l’ho fatto io, non le ruspe»

Il comandante della polizia municipale Migliorini si contrappone alla giunta «Non è stato un divorzio annunciato, ho fatto quello che mi hanno chiesto»

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CASCINA. L’idea che il sindaco Susanna Ceccardi abbia deciso di revocargli il comando della polizia municipale non è piaciuta al comandante Paolo Migliorini. Dice che resterà a Cascina anche se non farà il comandante. Lui ritiene che il divorzio non sia stato annunciato. Succede anche tra coniugi che uno dei due sia l’ultimo a sapere... «Non sono stato informato, almeno fino alla conclusione dello sgombero del campo nomadi di via del Nugolaio, che ho condotto personalmente, non con le ruspe, ma con mesi di dialogo con gli abitanti di quel luogo, con la conoscenza ed il rispetto reciproci e con i soldi (circa 19.000 euro) dei contribuenti che l’amministrazione ha deciso di dare loro per trovare altra sistemazione», è la posizione di Migliorini.

Di fatto l’amministrazione non è contenta del lavoro della polizia municipale, altrimenti avrebbe confermato Migliorini. Il tema vero è il controllo del territorio che ha quindi a che fare anche con l’organizzazione del lavoro. Ma Migliorini, ovviamente, non è d’accordo. «Anche durante lo stato di agitazione, sotto il mio comando, si è lavorato ogniqualvolta ce n’è stato bisogno, nonostante il sindaco abbia ritenuto di emettere ordini di servizio», dice. E già che c’è, chiama in causa l’ufficio personale, ribadendo accuse già finite sulle cronache. «Circa la carenza di organico, poi, vorrei sottolineare che la situazione dei non idonei al servizio esterno (13 non idonei su 29 addetti) è figlia della politica dell’ufficio personale che forniva al medico competente del lavoro mansionari da impiegati comunali e non certo da agenti della polizia municipale». Migliorini ribadisce che è solo merito suo se il Comune ha proceduto con le visite di controllo. Risultato? Sono già stati “recuperati” al servizio i primi tre idonei. Intanto alla responsabile Poa della macrostruttura 5 polizia municipale, Paola Rosellini, si spiega che tra «gli obbiettivi prioritari dell’amministrazione comunale ci sono quelli dell’adozione urgente di modelli organizzativi in materia di attuazione di politiche sicurezza urbana, rafforzando misure e azioni a tutela della sicurezza dei cittadini». Migliorini non accetta nemmeno l’idea che gli si dica che non c’è stato adeguato controllo del territorio. «L’amministrazione si era dimenticata di inserire tra gli obiettivi assegnati la sicurezza dei cittadini o, se ce l’aveva inserita, l’obiettivo è stato perfettamente raggiunto, poiché gli obiettivi assegnati alla polizia municipale sono stati pienamente raggiunti al 100%, come certificato dall’apposito Nucleo di Valutazione (di cui fa parte anche il segretario Rosa Priore), autorizzando l’erogazione del premio di produttività nella misura massima a tutti gli appartenenti al corpo, comandante compreso». Un dato che dovrà fare riflettere, a cominciare dai cittadini che sistematicamente si lamentano per l’assenza dei vigili sul territorio. Il problema vero? Le multe, secondo il comandante. «Una certa attenzione e premura, invece, gli amministratori (in particolare alcuni assessori) hanno messo nel richiedere, insistentemente, di assicurare entrate a bilancio attraverso sanzioni al codice della strada da comminare ai cittadini. Le pressioni si erano fatte ultimamente anche più consistenti, pure con messaggi telefonici».

«Questa storia delle multe fa sorridere – replica il vicesindaco Rollo – le nostre entrate per questo capitolo sono nettamente inferiori a quelle di Comuni di 45mila abitanti e anche di centri più piccoli. Abbiamo fatto tarare l’autovelox che era fermo da anni ma anche ora che funziona è stato usato ben poco. Dal numero delle multe si capisce che di controlli ne sono stati fatti pochi». –

Sabrina Chiellini

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