Il Tirreno

Pontedera

domenico cannistraro

«Per la prima volta un legame importante tra terre diverse»

– F. B.

Secondo il coordinatore di Pomarance del movimento GeotermiaSì, «se il governo andrà avanti su questa strada tante aziende saranno in crisi»

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POMARANCE. «In questa piazza assistiamo a un fatto storico. Per la prima volta due popolazioni di due terre diverse allacciano un legame importante nel segno della geotermia, per raggiungere l’obiettivo di salvaguardare gli incentivi di cui da 30 anni questa energia rinnovabile gode. L’orientamento del governo, infatti, se arrivasse a concretizzarsi, metterebbe in grande difficoltà non solo Enel e le altre aziende dell’energia, ma soprattutto chi in questo ambito lavora ed opera. Stupisce che i Comitati antigeotermici non comprendano questo. Noi rispettiamo le loro idee ma contestiamo il loro modo di porsi, puntando sulle paure della gente».

Così dice al Tirreno Domenico Cannistraro di Pomarance che ha dato vita al gruppo Geotermia sì che ieri ha portato in piazza a Santa Fiora oltre 500 persone, nella manifestazione bis dopo quella di Larderello. Tutte a sostegno della geotermia e del valore che essa assume per i posti di lavoro. In piazza c’era anche Ugo Quattrini titolare dell’Hotel Aiuole di Arcidosso che in una battuta sintetizza le richieste e i ragionamenti della piazza e spiega come la geotermia possa essere un volano di sviluppo anche per il turismo: «Ce lo dice il buon senso che la geotermia ci serve, Naturalmente è una ricchezza che deve essere sfruttata nel massimo rispetto del territorio e della salute. Ma abbiamo questa risorsa? E allora sfruttiamola al meglio: lavoro, teleriscaldamento, calore per le imprese, piscine. E tutto questo fa bene anche al turismo. E poi d’altra parte – aggiunge – non è possibile dire no a tutto. E qui si va avanti a suon di no e si rischia di rimanere ingessati e inerti».

Anche Stefano Martini, imprenditore di Santa Fiora, sottolinea che «per la prima volta si incontrano due territori, che escono allo scoperto e dicono le loro ragioni e non si nascondono. Si è capito, finalmente, che di fronte alle criticità in cui è incappato lo sfruttamento geotermico, col taglio degli incentivi previsto dalla bozza di decreto Fer 1, la strada giusta è quella di mostrare quanto sia il peso che la geotermia ha nella vita stessa delle imprese. È una risorsa che deve contribuire a far fare sistema alle imprese. Ma per poter creare una rete e far decollare l’Amiata sono necessari soldi. Quelli che possono arrivare grazie agli incentivi geotermici. La geotermia non è uno spauracchio come qualcuno vorrebbe sostenere. È un’eccellenza, è uno strumento per meglio operare nei territori. Bisogna confrontarsi fra imprese e pretendere che la geotermia, fonte energetica rinnovabile sia inserita fra le fonti incentivabili. Solo così essa può davvero essere trampolino di coordinamento fra Comuni e imprenditori». – F. B.

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