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Il presepe in mezzo ai rifiuti contro le ruspe della Lega
Nuova provocazione di don Zappolini che allestisce la Natività in un cassonetto «Messaggio a chi pensa di risolvere i problemi smantellando un campo rom»
PERIGNANO. Un presepe tra i rifiuti all’interno di un cassonetto è il pugno nello stomaco lanciato quest’anno da don Armando Zappolini, parroco di Perignano, nel tradizionale appuntamento natalizio in cui il prete lancia messaggi alla società civile. «Volete trovare Gesù? Cercatelo nella spazzatura», recita uno dei cartelli sistemati vicino alla Natività allestita nella chiesa del paese che fa parte del territorio comunale di Casciana Terme Lari. Una risposta a chi ha «mandato via tutti – si legge in un altro cartello – poveri, rom, migranti. Nel vostro presepe non c’è posto per nessuno: solo l’asino e il bue».
Un messaggio a chi «sale sulle ruspe e poi ci chiede di fare il presepe nelle scuole o di mettere il crocifisso nelle aule». A questi, Zappolini risponde che «sono proprio loro a distruggere e calpestare il nostro presepe. Se hanno mandato via tutti, nel loro presepe restano solo le bestie, un asino, un bue e loro stessi».
Il riferimento è chiaramente nei confronti degli esponenti della Lega che di recente hanno guidato lo smantellamento di un campo rom in via del Nugolaio a Navacchio: la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, ma anche il parlamentare e segretario comunale del Carroccio a Pisa, Edoardo Ziello. «Ma non solo – aggiunge il sacerdote – perché mi rendo conto di una cosa che m’inquieta. Molte persone che frequentano la chiesa pensano esattamente le stesse cose di chi pensa di risolvere i problemi chiudendo i campi nomadi o respingendo i migranti. E allora dico che Gesù è nato in un posto molto povero, una mangiatoia. Ed è in luoghi come questo che va cercato. Ecco perché ho scelto di mettere la Natività in un cassonetto coi rifiuti».
Ma don Zappolini non fa riferimento solo al Comune di Cascina che «dà i soldi ai rom per andarsene. E poi butta giù la baraccopoli», come recita un altro cartello. Di riferimenti ce ne sono anche per Lodi, dove viene «negata la mensa ai bimbi di famiglia straniera», i quali vengono costretti ad andare «a scuola coi panini». E poi c’è il caso di Crotone: «Col decreto sicurezza, 24 migranti cacciati dal centro di accoglienza e portati in stazione». Per finire Modena: «Il bimbo è autistico, al compleanno si presenta un solo compagno. La mamma: “Che indifferenza”».
Insomma, il parroco ne ha per tutti. «Specialmente per chi rivendica la difesa delle radici cristiane, ma poi non mette in pratica quello che ci dicomo il Vangelo e Papa Francesco – aggiunge don Armando – Il pontefice cita la “cultura dello scarto” per farci capire che dobbiamo riportare l’uomo al centro e non l’interesse economico. Tra le vittime di questa cultura ci sono proprio i bambini». Il prete fa anche un altro esempio: «Tra i detenuti che escono dal carcere senza nessun programma di reinserimento nella società, la percentuale di quelli che commettono di nuovo reati arriva al 70%. Invece si abbassa al 20 per cento se chi torna libero, dopo aver scontato la pena, viene seguito da cooperative verso una vita fatta di lavoro e normalità». –
Andreas Quirici
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