Il Tirreno

Pontedera

sanità sotto accusa 

Convenzione scaduta, la dimettono e muore

di Cristiano Marcacci

Emergono particolari delle ultime ore di vita della pensionata sulla cui morte la Procura ha aperto un’inchiesta

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Una donna stroncata da una crisi respiratoria dopo poche ore dalle dimissioni da una struttura sanitaria. Le sue condizioni di salute erano sì state giudicate critiche, ma erano scaduti i giorni di ricovero previsti dalla convenzione con l’Asl Toscana Nord-Ovest. Maria Paola Giusti, 86 anni, venne quindi trasportata a casa, a Marina di Pisa, in ambulanza, ma dopo poche ore la situazione precipitò, tanto da indurre il figlio a chiamare il 118, che si attivò in codice rosso.

Emergono ulteriori dettagli sul decesso della pensionata di cui Il Tirreno si è occupato ieri e che ha portato, da parte della Procura (il pubblico ministero Flavia Alemi), all’apertura di un’inchiesta e all’iscrizione di dieci persone (tra medici e volontari di due ambulanze) nel registro degli indagati per il presunto reato di omicidio colposo. Alcuni chiarimenti arrivano dalla struttura in cui fu ricoverata per oltre 20 la donna, una volta dimessa dall’ospedale di Cisanello. È quello che tutti chiamano “ospedalino” della Misericordia di Navacchio e le delucidazioni arrivano dal governatore della Misericordia, Luigi Nannipieri. «La signora Giusti – precisa il numero uno della confraternita cascinese – ha attraversato due fasi di ricovero. La prima, per otto giorni, nel reparto riservato a chi viene dimesso dall’ospedale per una fase acuta; la seconda, per 15 giorni, nel cosiddetto “ospedale di comunità”. Il tutto rispettando le convenzioni che abbiamo con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana per la prima fase e con l’Asl Toscana Nord-Ovest per la seconda fase. Durante quest’ultimo periodo, quello dei 15 giorni, i pazienti vengono seguiti dal loro medico curante e alla scadenza del periodo di convenzione, come facciamo con tutti, d’accordo con la dottoressa Stella Marinelli, medico di famiglia della Giusti, abbiamo proceduto con le dimissioni della donna. È prassi che con un’inchiesta per omicidio colposo della Procura siano scattati il sequestro della cartella clinica presso i nostri uffici e l’iscrizione nel registro degli indagati di due dei nostri due medici, Antonio Strambi e Cinzia Guerrini».

La dottoressa Marinelli era presente al momento dell’arrivo a casa dell’anziana, lo scorso 27 settembre. La visitò e disse al figlio che in caso di peggioramento chiamasse immediatamente il 118. E così il figlio fece. Purtroppo. Dal momento che la propria madre cominciò ad avere forti difficoltà respiratorie e a perdere conoscenza.

Da qui in poi si verificarono altri accadimenti su cui la Procura vuol vederci ugualmente chiaro. Come ad esempio il comportamento del medico del 118 Maria Cristina Baldassarre, che si trovava sull’ambulanza proveniente da Pisa che effettuò il “rendez-vous” con l’altro mezzo partito da Marina (dal domicilio della donna) che aveva a bordo la signora Giusti. Ai carabinieri di San Piero a Grado, intervenuti dopo il decesso della 86enne (avvenuto mentre le due ambulanze erano ferme, pronte per il “trasbordo”, nel piazzale di un distributore ), la dottoressa Baldassarre manifestò delle perplessità circa l’operato dei volontari, nonostante la somministrazione di alcuni farmaci salva-vita sulla paziente venne ovviamente decisa da lei. —

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