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Progetto Pontedera punta su sicurezza, giovani e occupazione
La lista di sinistra ha presentato un documento agli alleati Tra gli obiettivi la creazione di 700 posti di lavoro in 2 anni
PONTEDERA. Non prenderanno parte alle primarie – non esprimendo un candidato sindaco – ma faranno parte della coalizione di centrosinistra che nella primavera del prossimo anno si contenderà il municipio con le altre forze in campo. Ieri è venuto il turno di “Progetto Pontedera”, una lista di sinistra che andrà ad affiancare il Pd (che ha scelto Matteo Franconi) e la lista civica che esprime come candidato alle primarie Eugenio Leone. Il coordinatore Stefano Gini ha voluto presentare un documento che riassume le priorità di quest’area politica per il presente e il futuro di Pontedera.
Alla presentazione del documento era presente anche il segretario dem Floriano Della Bella, insieme al candidato sindaco Matteo Franconi. Assente Leone, che a sentire gli attivisti di Progetto Pontedera era stato invitato come Franconi. La lista non ha per ora una “preferenza” fra i due candidati in lizza per le prossime primarie, ma la presenza di Franconi, ieri, può essere considerata come un segnale. In ogni caso eventuali spaccature non farebbero che nuocere all’area di centrosinistra, in un periodo storico in cui la sua egemonia – in Toscana e in provincia di Pisa – è quanto mai in discussione.
Ma cosa chiede Progetto Pontedera ai suoi alleati? A spiegarlo è il coordinatore Gini: «Creazione e valorizzazione dei presidi sociali di quartiere, perché una città viva è una città sicura. Per questo serve supporto alla nascita o allo sviluppo di quelle micro attività ricreative e culturali che possono rappresentare un punto di riferimento sia di aggregazione che di bonifica dal degrado. Poi la rivalorizzazione degli spazi pubblici sottoutilizzati, frazioni comprese, creando un organismo di rete che coordini le associazioni e gli enti che si occupano di sussidiarietà. E per ripopolare i quartieri agevolare le giovani coppie nell’acquisto/affitto delle abitazioni». Sul lato economico, invece, l’obiettivo è molto ambizioso: «Nei primi due anni di nuova amministrazioni si possono creare almeno 700 nuovi posti di lavoro, creando un laboratorio di sviluppo all’economia che dia modo di sfruttare le nostre eccellenze». —
Marco Sabia
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