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Pontedera

Il mega presepe in cantina grazie al lavoro di vent’anni - Video

Andreas Quirici
Il mega presepe in cantina grazie al lavoro di vent’anni - Video

Visitare l’opera di Angelo Perini è una tradizione a San Giovanni alla Vena. Le cinquanta rappresentazioni della Natività sono tutte ricavate dall’olivo

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SAN GIOVANNI ALLA VENA. Cinquanta piccoli presepi in due stanzoni e poi la cantina del Settecento con una rappresentazione ricca di effetti e di amore. È il mega presepe dell’Angelo in via Roma a San Giovanni alla Vena. Una tradizione per la comunità del territorio di Vicopisano. «Che, però, non prende il nome da me», precisa Angelo Perini, 61 anni, l’autore di questa meraviglia, giunta alla sua ventunesima edizione. L’angelo in questione è quello disegnato sulla volta della cantina, scoperta per caso dalla famiglia di Perini e trasformata in un’opera d’arte.. Il presepe sarà visitabile dalla vigilia di Natale al giorno di Epifania. «Sarà gratuito – spiega il sindaco, Juri Taglioli – ma c’è la possibilità di fare un’offerta che finisce in beneficenza. È un presepe eccezionale, che ogni anno ci fa vivere a pieno l’atmosfera del Natale».

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Anche perché nelle stanze di Angelo Perini c’è tutto l’amore di un uomo che, da autodidatta, ha scoperto il mestiere d’intagliatore di olivo, riuscendo a creare un luogo di fede, ma anche di valorizzazione del territorio. Un’attrazione creata con ciocchi e tronchi in olivo intagliati a mano. «È un presepe tradizionale, con ricostruzione di Natività, la fuga in Egitto, il castello di Erode, i Magi – sottolinea l’artista – Ma ci sono anche elementi del comune di Vicopisano come la Rocca, le Torri, la Verruca e il Chiesino del Castellare che, dopo l’esplosione, è in corso di ricostruzione e a breve lo potremo riavere com’era».

Angelo lavora tutto l’anno al presepe. Ritocca continuamente la sua opera, introducendo sempre qualcosa di nuovo. Quest’anno è stato particolare per Perini: ha dovuto affrontare la perdita del padre, Lauro, il quale nella vita faceva il falegname e ha cominciato a fare lo scultore di olivo ispirandosi a suo figlio nelle prime fasi della sua carriera da artista dei presepi. «Non è stato facile affrontare la perdita del mio babbo – aggiunge Angelo Perini – Ma lavorare al presepe, in qualche maniera, mi ha dato la forza per andare avanti. Mi ci sono dedicato di notte e, alla fine, sono riuscito a finirlo in tempo».

Le visite, di fatto, sono già cominciate. Ieri già alcuni conoscenti, insieme al sindaco Taglioli, il suo vice Matteo Ferrucci e il parroco di San Giovanni, don Paolo Manzin, sono passati dal fondo di via Roma in cui campeggia il cartello con la scritta, “il presepe dell’Angelo”, impossibile da non vedere. Nel gruppo di persone che si sono addentrate nelle stanze della famiglia Perini anche Clara Di Giacomo, mamma di Carlo Bernini, lo storico direttore artistico di Andrea Bocelli. «Ogni anno vengo a visitare il presepe di Angelo almeno tre o quattro volte – spiega la donna – E qui ritrovo la pace. Il suono dell’acqua che scorre nei canaletti, le scene coi pastori sono bellissime, ma meritano di essere viste anche le coreografiche che donano un senso di pace unico. Ognuno di noi dovrebbe poter vivere una magìa simile nel periodo di Natale».

Perini sistema le ultime cose e guarda verso la cantina del Settecento. «L’abbiamo scoperta quasi per caso – racconta l’artista – e quando l’ho vista ho deciso che avrei dovuto costruirci il mio presepe più importante. Una volta allestita una parte, l’acqua ha invaso i locali e ho capito perché erano state chiuse in passato. Così ho tolto tutto, ho creato un sistema per eliminare le infiltrazioni e sono ripartito, arrivando al risultato che si può vedere oggi». 

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