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san giovanni alla vena 

La stella cometa sull’oratorio ricostruito

S. C.
La stella cometa sull’oratorio ricostruito

Terminati i lavori al chiesino che nel maggio dell’anno scorso venne distrutto da un’esplosione causata da una fuga di gas

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SAN GIOVANNI ALLA VENA. «E quando il Comitato Castellare fa brillare la stella davanti all’Oratorio, alzando lo sguardo e vedendo quella luce calda sappiamo che il Natale è davvero vicino... è davvero arrivato! Grazie per questo dono... buon Natale a tutti voi!». Così il Comune di Vicopisano ringrazia chi ha partecipato alla ricostruzione dell’oratorio del Castellare, andato distrutto a maggio dello scorso anno in seguito all’esplosione di una bombola di gas. La promessa fatta alla comunità è stata mantenuta. I tempi di ricostruzione sono stati super rispettati e già si conosce la data dell’inaugurazione: il 7 aprile dell’anno nuovo, alla presenza anche dell’arcivesco di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto.

La stella cometa

In questi giorni i volontari del Comitato Castellare hanno posizionato sull’altura dove si trova la piccola chiesa la stella cometa, proprio come ogni anno. La vera differenza la fa l’edificio che è stato appena ultimato nelle parti strutturali.

I lavori

Dopo la tinteggiatura delle pareti esterne sono state smontate le impalcature e il chiesino tornerà a richiamare gli sguardi di chi passa dal Lungomonte. A questo punto mancano solo la pavimentazione interna e gli infissi che andranno al loro posto con l’inizio dell’anno prossimo. Ma la soddisfazione è grande, soprattutto in chi ha fortemente voluto la ricostruzione e si è impegnato sia nella raccolta dei fondi, sia perché i lavori potessero procedere nella maniera più spedita possibile. Dopo le fondamenta gettate con l’aiuto di un elicottero, in poco meno di un mese la sagoma del chiesino è tornata a svettare in cima al Castellare di San Giovanni alla Vena. Era questo, quello cioè di una rapida ricostruzione, l’unico modo per cercare di dimenticare la paura della lunga notte tra il 2 il 3 maggio del 2017. Quella sera una cena tra amici si trasformò in una tragedia sfiorata (con un ferito lieve) e gettò nello sconforto una comunità intera. Restituire la piccola chiesa al paese era il pensiero di tanti. E chiaramente, come in ogni lieto evento che si rispetti, è stato dato l’annuncio dei lavori quasi finiti. L’occasione è stata la stessa luminosa, ma chi vive a San Giovanni già da qualche settimana ammira il chiesino.

Le iniziative

Va ricordato che per finanziare i lavori di ricostruzione del chiesino del Castellare sono state varate diverse iniziative da parte di cittadini e associazioni, segno dell’attaccamento verso quel luogo di culto. Anche “Il Tirreno” ha fatto la sua parte organizzando una escursione, riservata ai suoi lettori, fino al Chiesino, o meglio a ciò che restava dell’oratorio. Scopo: sensibilizzare l’opinione pubblica sula necessità di trovare le risorse necessarie a finanziare i lavori.

La storia

L’oratorio di Santa Croce in Castellare o chiesa del Castellare è dedicato alla Santa Croce e alle anime del Purgatorio. Il nome della località ricorderebbe la presenza di una antica rocca edificata prima delle invasioni barbariche e distrutta nel XIV secolo. In cima al castello c’era una chiesa edificata dai reduci della Prima Crociata, in cui ogni anno veniva festeggiata la ricorrenza del ritorno vittorioso da Gerusalemme. La costruzione dell’oratorio del Castellare venne iniziata nel 1656 dal pievano Giuliano Bonanni con le elemosine degli abitanti di San Giovanni alla Vena probabilmente sulle fondamenta di un più antico edificio, che secondo alcuni era il castello. L’oratorio venne inaugurato il 14 settembre del 1657. —

S. C.

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