Il presidio
Noleggio con conducente, protesta sulla superstrada
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I mezzi lungo la superstrada (Foto Silvi)Un serpentone di veicoli ha percorso la Firenze Pisa Livorno da Vicarello a Pontedera, poi si è diretto a Pisa per raggiungere Livorno
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LAVORIA. Cortei spontanei di protesta da parte di operatori Ncc (Noleggio con conducente) si sono svolti il 19 dicenbre in Toscana, a Firenze e a Pisa. A Firenze 80 mezzi Ncc, soprattutto van (furgonati), dati in aumento, sono partiti in colonna dalla zona dell'aeroporto Vespucci, hanno transitato a bassa velocità sul Ponte all'Indiano e raggiunto la zona di Ponte alla Vittoria. Da qui hanno percorso i viali di circonvallazione e si stanno dirigendo presso la sede Rai Toscana, a Firenze Sud.
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Un altro corteo con almeno 50 van ha invece percorso la superstrada Firenze-Pisa-Livorno a 90km/h su due corsie con partenza da Vicarello e uscita allo svincolo Pontedera-Ponsacco con proseguimento in direzione della stazione di Pisa. Il corteo ha proseguito per Livorno fino al Comune. Entrambi i cortei sono spontanei e non risultano essere promossi da sigle sindacali.
"Non fatico a credere al ministro Toninelli quando dice che non capisce perché le imprese Ncc stiano scendendo in strada per protestare contro il Governo. Non si rende conto, e purtroppo del danno che sta procurando a migliaia di imprenditori": così, in una nota, Giorgio Silvano Dell'Artino, presidente di Azione Ncc, l'associazione delle aziende di servizio di trasporto pubblico con conducente spiega la mobilitazione spontanea di stamani a Firenze e Pisa con serpentoni di van e altri veicoli.
"Ci hanno preso in giro e il primo a farlo è stato proprio il ministro Toninelli - spiega Dell'Artino - dimostrando di non avere la volontà politica di abrogare la norma che obbliga i Ncc a rientrare in garage alla fine di ogni servizio. Un vincolo che sia lo stesso Parlamento, sia l'Autorità per la Concorrenza che la Corte di Giustizia della Ue hanno più volte definito illegittima perché impone solo ad alcune imprese dei limiti alla loro libertà di impresa punendo così i consumatori per tutelare altre aziende".
"Basti pensare che mentre noi abbiamo dovuto sputare sangue solo per essere ascoltati - aggiunge Dell'Artino - i taxi sono stati subito ricevuti dopo di noi e hanno dettato la linea del Governo. E infatti non solo non ci hanno tolto dalla testa la spada di Damocle dell'art. 29 quater della legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea. E' la disciplina che prevede, nello specifico, che l'auto con conducente che svolge servizio di trasporto pubblico non di linea debba rientrare in deposito una volta finito il servizio e da quel deposito debba ripartire ogni volta che deve svolgere un nuovo trasporto. Ma hanno messo anche altri vincoli prevedendo che la sede del vettore e almeno una rimessa siano nel territorio del Comune che ha rilasciato licenza e che l'inizio e il termine di ogni singolo servizio di noleggio con conducente debba avvenire presso rimesse autorizzate situate nel territorio del Comune".
"Altro che Governo del Cambiamento, questo è l'Esecutivo delle Caste che invece di garantire la libera concorrenza e la libera prestazione dei servizi da anni preferisce fare l'ennesimo favore alla lobby dei taxi facendo pagare il conto a migliaia di imprese Ncc, oltre 2.000 in Toscana, che saranno costrette a chiudere", conclude.
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