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Il Pd guarda in casa e sceglie Giglioli per non perdere il palazzo comunale
Da ieri il segretario dem è il candidato sindaco di San Miniato «Scelta in continuità, serve una coalizione di centrosinistra»
SAN MINIATO. Il candidato Pd alle prossime comunali di San Miniato ha il volto di Simone Giglioli, 40 anni, bancario, della Scala, attualmente segretario dem a livello locale. La candidatura è stata ufficializzata ieri nella sede Pd di Ponte a Egola, poche ore dopo che l’assemblea aveva deliberato all’unanimità la candidatura di Giglioli alle amministrative 2019. Sarà lui, se il Comune non dovesse cambiare colore, a prendere il posto di Vittorio Gabbanini. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare (e tutta una campagna elettorale). «La mia – spiega Giglioli – è una candidatura nel segno della continuità di buon governo che caratterizza la nostra città. È stato un percorso lungo ma era giusto così, dovevamo consultare tutti i nostri circoli».
Giglioli, come già fatto, apre all’area di centrosinistra: «Noi siamo aperti alle forze politiche e civiche che fanno riferimento al centrosinistra. Nostra intenzione è fare una coalizione, nell’ottica di diventare il candidato di tutta quest’area». Giglioli, nel frattempo, molto probabilmente lascerà la carica di segretario Pd. Nel breve periodo verrà fatta la coalizione, poi verrà stilato un programma condiviso e infine verranno preparate le liste.
Anche perché il Pd non è in un momento storico felice: «Certo, non avremo il traino come alle europee 2014, ma credo che da qui a giugno forze che ora hanno il vento in poppa potrebbero non averlo più. Il nostro avversario è il centrodestra unito. I grillini? Sinceramente non lo so».
E il Comitato CambiaMenti? «Hanno detto che non sono né di destra né di sinistra, credo sia un modo per tenersi tutte le strade aperte». Ma qui è Gabbanini, presente alla conferenza stampa, a rompere gli indugi: «Quella di Giglioli è una candidatura unanime: è giovane ma esperto, sa di politica e ha con sé diversi pezzi della società civile. C’è tutto per vincere uniti al primo turno». Quali saranno – se dovesse vincere – le prime questioni da affrontare? «Penso al lodo Project, da capire come si evolverà. Poi il liceo, a cui va trovata una sede definitiva, stabile e sicura. E l’ex Icla. Senza dimenticare lo sviluppo delle varie zone: penso alla Val d’Egola, al centro storico, alla piana e alla valorizzazione in generale del territorio». C’è spazio, poi, per una riflessione sui “vicini” di Comprensorio: «La formula dell’Unione è desueta e infatti non è andata in porto. Però questo non vuol dire che non dobbiamo stare insieme. Abbiamo esigenze e problemi simili, siamo caratterizzati da un tessuto produttivo condiviso: c’è tutto per lavorare uniti, come stiamo facendo in alcuni ambiti».
Poi, alla fine, tutti a scattarsi una foto, con la bandiera del Pd davanti alla sede dem di Ponte a Egola. Una scelta in controtendenza rispetto a territori vicini dove i candidati di chiara matrice dem non hanno mostrato né simboli né bandiere del partito. –
Marco Sabia
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