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Amianto, contaminate 460 tonnellate di rifiuti Scattano 4 denunce

Francesca Gori

Maxisequestro nell’area geotermica di Monterotondo Due società finiscono nel mirino, dalla Germania lo stop

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. Due società responsabili della bonifica e del deposito e smaltimento dei rifiuti contaminati dall’amianto nell’area geotermica a nord della provincia di Grosseto sono finite nel mirino del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri di Grosseto.

Due le società nelle quali si sono svolte le perquisizioni dei militari, che hanno sequestrato 460 “big bags” del volume complessivo di 460 metri cubi per un peso stimato di 460 tonnellate di terre e rocce contenenti amianto che provenivano dalle attività di bonifica dei terreni dell’area di Enel Green Power.

La società che gestisce gli impianti geotermici (totalmente estranea alle indagini) aveva infatti affidato la bonifica di quei terreni alle due società dove sono avvenuti i sequestri: un’attività, quella di Enel Green Power, che aveva concluso definitivamente ormai da oltre quattro anni, nell’area di Larderello.

La presenza di amianto era infatti antecedente alla nascita di Enel ma la società aveva deciso di investire 24 milioni di euro, dal 1991 in avanti, per sanare le aree. Nella zona geotermica di Monterotondo Marittimo erano rimasti soltanto alcune bonifiche in corso dove era stata trovata presenza di amianto a terra, casi in cui peraltro la profondità del ritrovamento non costituisce alcun pericolo per la salute.

Le due società avrebbero dovuto mandare i rifiuti stoccati su quei terreni in Germania, in aziende specializzate per lo smaltimento.

Ma da là è arrivato lo stop a causa di alcuni documenti e il materiale contenente amianto è rimasto su quei terreni e non è stato correttamente smaltito. Quattro persone, amministratori e tecnici delle due società, sono stati denunciati dai carabinieri del Noe.

La legge, per questo tipo di attività parla chiaro: il deposito temporaneo sui terreni è autorizzato per una durata massima di tre mesi per 30 metri cubi di materiale non pericoloso e 10 contaminato da amianto che può essere prorogato fino al massimo di un anno.

Il materiale trovato dal Noe di Grosseto era quarantasei volte superiore il limite massimo e giaceva su quei terreni da più di un anno. Ai militari del Noe di Grosseto sono arrivate anche le congratulazioni del ministro dell’Ambiente Sergio Costa per l’operazione. «Mi congratulo con i carabinieri del Noe di Grosseto per l’operazione che ha portato al sequestro di quattrocentosessanta tonnellate di terre e rocce contaminate da amianto, nell’ambito delle operazioni di controllo su alcune società che operano nel settore delle bonifiche ambientali da amianto nell’area nord della provincia» ha detto il ministro. —



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