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Pontedera

Rapito e seviziato per una partita di droga

Rapito e seviziato per una partita di droga

Sottoposti a fermo tre giovani di Santo Domingo accusati di avere sequestrato e rapinato un connazionale a fine ottobre 

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SANTA CROCE SULL’ARNo. Lo hanno sequestrato e seviziato per una partita di cocaina arrivata a Santa Croce sull’Arno da Santo Domingo e poi sparita. Tre uomini originari di Santo Domingo – Cesar Augusto Quiroz Rido, Wilmer Gomez Gomez, Sergio Yordani Vasquez Cruz, di 27, 28 e 29 anni, residenti in Emilia Romagna e Lombardia – sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto disposto dalla Procura di Firenze, per i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina e lesioni aggravate. . I tre sono accusati di avere rapito e seviziato un connazionale, residente nel comune di Santa Croce sull’Arno (che si conferma così crocevia dello spaccio internazionale di droga), per una questione legata al traffico delle sostanze stupefacenti. I tre sono stati rintracciati nel Parmense e sottoposti a fermo, poi convalidato dal Gip del tribunale di Parma. Ma la vicenda inizia a Santa Croce, con un copione da film sul narcotraffico.

Secondo quanto è emerso, lo scorso ottobre i tre uomini si sarebbero introdotti a casa del connazionale e della convivente a Santa Croce sull’Arno. Un vero assalto per recuperare la droga che la vittima del sequestro aveva trasportato in provincia. Per estorcergli soldi o la cocaina, lo avrebbero colpito alla nuca con un martello, legato con un cavo elettrico e minacciato di morte con un coltello preso dalla cucina, intimandogli di consegnare una partita di droga che, a loro dire, l’uomo avrebbe riportato in Italia dopo un viaggio a Santo Domingo. Poi, dopo aver rubato il portafoglio della compagna, dove erano custoditi 3mila euro in contanti, e il suo Ipad, lo avrebbero fatto salire in auto e portato a casa della madre di uno di loro, in provincia di Parma, dove lo avrebbero seviziato per farsi consegnare la droga. In particolare, lo avrebbero picchiato con pugni al volto, gli avrebbero inferto ferite col coltello e avrebbero tentato di bruciargli le mani sui fornelli del gas. La vittima, legata poi a un termosifone, sarebbe riuscita a fuggire approfittando di un momento di distrazione dei suoi carcerieri che lo avevano portato via contro la sua volontà da Santa Croce sull’Arno il 26 ottobre.

Inizialmente la compagna dell’uomo rapito non aveva dato l’allarme. Dopo che essere riuscito a liberarsi, lui insieme alla compagna ha dato l’allarme alle forze di polizia. Ma entrambi sono terrorizzati dalle minacce che hanno ricevuto, oltre che dalle gravi lesioni subite dall’uomo che ha ancora i traumi causati dai colpi che i sequestratori gli hanno inferto con un martello. Un regolamento di conti che potrebbe provenire direttamente da Santo Domingo, da qui la necessità di fermare gli autori, in modo che non abbiano la possibilità di ripetere gesti eclatanti ai danni della vittima e dei suoi familiari. 

S. C.

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