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Protesta in attesa del ricorso al Tar per la settimana lunga
Lunedì un gruppo di genitori ha manifestato contro la scelta di togliere il sabato alle medie. A giorni il pronunciamento
BIENTINA. La manifestazione per contestare la scelta di applicare la settimana corta alla scuola media del comprensivo Iqbal Masih di Bientina e Cascine di Buti c’è stata, coi genitori che hanno imbracciato cartelli che recitavano “Vogliamo una scuola rivolta al bene comune”, oppure “La scuola è una comunità educante e non un’azienda”.
Ma, a parte questo, il consiglio di istituto che si è tenuto nelle stesse ore non ha portato a svolte particolari nell’annosa diatriba tra un gruppo di genitori e la dirigente del comprensivo Sandra Fornai. Il “dilemma” sulla lunghezza della settimana didattica – da applicare alle medie – fondamentalmente rimane, nel senso che la preside ha scelto di passare dal prossimo anno scolastico alla versione “corta” (e non più mista), mentre il gruppo di genitori contrari rimane sulle proprie posizioni. Anche perché – e non è poco – a giorni è atteso il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato dai genitori, che dovrebbe andare a sentenza già il 19 di questo mese.
Potrebbe essere questo uno dei capitoli finali di questa vicenda si porta avanti da mesi, con continue polemiche e attacchi: prima dello scontro sul fare o meno lezione al sabato, ce n’era stato un altro, relativo alla possibilità concessa – o meno – ai bambini di mangiare le merendine portate da casa (vicenda risolta fornendo ai piccoli alunni dell’asilo frutta biologica come spuntino mattutino).
Ora il tribunale amministrativo regionale della Toscana potrà (forse) mettere la parola fine alla vicenda, nel caso non ci fossero eventuali ricorsi al consiglio di stato. Al momento è in vigore il sistema misto, nel senso che nelle classi dove la maggioranza vuole fare la settimana lunga, si fa la settimana lunga (e viceversa). Un sistema particolare, che necessita di una gestione approfondita nei dettagli, perché in poche parole solo alcune classi vanno a scuola il sabato, mentre altre no. Dal prossimo anno invece – stante la situazione attuale – chi faceva la lunga, farà la corta. In poche parole chi – in classe prima – aveva scelto l’opzione lunga si ritroverà probabilmente a finire il proprio ciclo di studi con un monte ore differente, più “esiguo”.
Questo al lordo del pronunciamento del tribunale amministrativo, che potrebbe nuovamente cambiare le carte in tavola. –
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