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I pisani sono quarti in Toscana per la retribuzione annuale
I dipendenti delle ditte private della provincia guadagnano in media 28.311 euro Secondo JobPricing, siamo al 45° posto in Italia e veniamo superati da Livorno
PONTEDERA. La provincia di Pisa è quarta in Toscana per il livello retributivo lordo per i dipendenti di aziende private dietro a Firenze, Lucca e Livorno. Stessa posizione di un anno fa quando i pisani scavalcarono i grossetani. A livello nazionale il nostro territorio è quarantacinquesimo, due posti in meno rispetto al 2017, ma se si pensa che nel 2015 la provincia di Pisa era al sessantesimo posto in Italia, il balzo fatto negli ultimi anni è notevole. I dati sono forniti dall’osservatorio JobPricing che di recente ha pubblicato la nuova edizione del Geography Index, pubblicata da Repubblica.it, presentando i numeri delle 107 province italiane.
PISA AVANZA
La retribuzione annuale lorda (Ral) dei pisani è 28.311 euro (28.177 nel 2017), contro i 30.082 (30.044) dei fiorentini, i 29.273 euro (29.303) dei lucchesi e i 28.574 euro (28.303) dei livornesi. La provincia di Grosseto ha 28mila euro (28.127) di Ral, quella di Massa Carrara 27.943 euro (dato del 2017 non disponibile), quella di Siena 27.911 euro (27.980), quella di Prato 27.700 euro (27.533). A Pistoia il Ral è di 27.119 (26.841), mentre nell’aretino di 26.855 euro (26.551). Pisa, quindi, ha una retribuzione annuale lorda in avanzamento abbastanza marcato, se si pensa che nel 2016 era di 27.738 euro e nel 2015 di 26.590 euro.
LA POTENTE LOMBARDIA
Un trend abbastanza in linea con l’andamento nazionale che, secondo JobPricing, vede una notevole distanza tra il Nord, con la Lombardia primatista in questa speciale classifica con un Ral di poco superiore ai 34mila euro, e il Sud, in cui la Calabria ha la maglia nera con il 20% in meno rispetto alla retribuzione dei lombardi. In Toscana, i centri storicamente più importanti come Firenze e Lucca hanno retribuzioni superiori alla parte meridionale della regione. Pisa si colloca a ridosso con Livorno che fa valere, evidentemente, il peso del porto con aziende di grandi dimensioni che hanno una tutela maggiore dei lavoratori, con contrattazioni di secondo livello in aggiunta al contratto nazionale che migliorano le condizioni dei dipendenti. La situazione nel livornese non è certo florida. La crisi morde in maniera notevole, ma stando ai dati dell’osservatorio JobPricing, il livello di retribuzione è ancora superiore a quello pisano.
TUTELE PER I LAVORATORI
Il tema della presenza sindacale nelle aziende e della dimensione delle realtà private è determinante per inquadrare l’argomento delle retribuzioni. «Nelle piccole imprese è difficile vedere la presenza di sindacati e quindi è praticamente impossibile arrivare alla contrattazione aziendale – spiega Massimo Braccini, segretario regionale della Fiom Cgil – Ma dove si riesce a fare una trattativa con la proprietà per l’accordo di secondo livello, le retribuzioni aumentano. In Toscana abbiamo esempi di aziende che hanno pagato anche cinquemila euro di premio annuale, una cifra che riesce a fare la differenza tra dipendenti di un’azienda e l’altra».
alte PROFESSIONALITÀ
Secondo il professore universitario e giuslavorista, Pasqualino Albi, vanno considerate anche le professionalità: «In un territorio come la provincia di Pisa stanno nascendo sempre più aziende innovative o con produzioni specializzate che comportano retribuzioni superiori per i dipendenti. E questo, guardando i dati dell’Osservatorio, dovrebbe aver compensato la perdita di occupazione dovuta alla chiusura di aziende tradizionali, con manodopera non specializzata».
L’IMPORTANZA DEI DATI
Difficile, comunque, inquadrare la situazione attuale, con l’andamento economico sempre più a macchia di leopardo. «Ma una cosa è certa – dice il direttore dell’Unione industriale pisana, Carlo Frighetto –: i dati servono e noi stiamo lavorando con le istituzioni per creare banche dati, in modo da capire l’evoluzione dell’economia e programmare meglio il futuro delle aziende presenti nel nostro territorio». —
Andreas Quirici
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