Meteo
Robot e assistenza sanitaria la Sant’Anna nel consorzio Ue
L’Istituto di BioRobotica gestirà un hub di innovazione che sarà formato da una rete di centri satelliti, strutture sia di ricerca che cliniche
PONTEDERA. Un investimento pari a 16 milioni di euro per rafforzare l’innovazione digitale e i sistemi robotici nell’ambito medico-sanitario. Al via il progetto Dih-Hero (Digital Innovation Hubs in Healthcare Robotics), finanziato dalla Commissione Europea all’interno, che apre una nuova strada verso lo sviluppo di tecnologie robotiche nella sanità, attraverso lo scambio di competenze e di conoscenze tra i più importanti centri di ricerca europei.
Dih-Hero prevede infatti la costituzione di un consorzio coordinato dall’Università di Twente e formato da diciassette partner, provenienti da dieci Paesi europei, tra cui anche l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, con il gruppo di ricerca guidato dalla professoressa pontederese Arianna Menciassi.
Lo scopo del consorzio è quello di stabilire una piattaforma indipendente destinata a collegare le imprese, le università, gli investitori e altre parti interessate, per facilitare la collaborazione e sviluppare nuovi sistemi robotici da applicare nella sperimentazione clinica e utili per chi lavora nel campo medico.
Dih-Hero punta a creare un vero e proprio network di innovazione digitale in cui ogni partner del consorzio ha il compito di gestire un hub di alta innovazione tecnologica.
«In Italia si svilupperanno tre hub di alta innovazione tecnologica – commenta Menciassi – quello gestito dall’Istituto di BioRobotica sarà formato da una fitta rete di centri satelliti, sia di ricerca che clinici. Ci saranno altre tre Università: lo Iuss di Pavia, la Scuola Normale Superiore (già federate con il Sant’Anna) e il Campus Bio-Medico di Roma. Ci saranno poi strutture cliniche e assistenziali quali l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, la Fondazione Don Gnocchi, la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, la Fondazione Volterra Ricerche Onlus, la Fondazione Stella Maris, e due centri di ricerca in Puglia (Distretto Meccatronico della Puglia) e in Grecia (CERTH – Centre for Research and Technology Hellas) che faranno da aggregazione per i paesi del mediterraneo».
Gli altri due HUB italiani sono gestiti dal Politecnico di Milano e dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. –
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
