Il presidio
Giovane di S. Romano invitato a Mosca al Forum dedicato al volontariato
Valerio Martinelli ha partecipato a un evento internazionale incontrando altri ragazzi provenienti da tutto il mondo
SAN ROMANO. «Bisogna credere ed investire sui giovani: in Italia dovremmo fare di più in questo senso». Parola di Valerio Martinelli, giovane studioso di San Romano che, la scorsa settimana, è stato invitato al Forum per il volontariato a Mosca. Un evento di portata internazionale, con giovani provenienti da tutto il mondo. «Sono stato invitato dal Ministero degli Esteri russo, – spiega Martinelli – per il quale lavora una mia amica, Daria Sharova, che è anche responsabile della sezione giovanile del partito Russia Unita».
L’esperienza
Non c’è certo totale affinità politica tra Martinelli e quello che è il partito di Vladimir Putin. Ma il confronto tra le tantissime esperienze di volontariato in giro per il mondo è essenziale per costruire un meccanismo funzionante. «Il dialogo dev’essere aperto a tutti – continua – ed è grazie alla valorizzazione delle diverse esperienze di volontariato che si può migliorare, anche a casa nostra». E durante le giornate dell’evento, Martinelli ha potuto conoscere molte realtà del volontariato. «Ho incontrato ragazzi di Serbia, Ungheria e Pakistan – prosegue – oltre ad aver ascoltato bellissime storie». Tra queste, due lo hanno colpito. «A Mosca, una ragazzina di appena 13 anni ha fondato un’associazione per aiutare i giovani con sindrome di Down – racconta – mentre un anziano si è dedicato alla cura degli animali, rendendo un grande servizio».
Il volontariato.
Martinelli, appena venticinquenne, porta avanti da anni il proprio impegno nell’associazionismo. In particolare, dedicandosi alla beneficienza, alla cultura e alla formazione dei giovani. «In Italia le realtà di questo tipo sono tantissime – spiega – ma non c’è una giusta valorizzazione: dovremmo recuperare l’educazione civica e dare risalto agli esempi virtuosi per formare i più giovani». Appuntamenti come quello di Mosca, quindi, possono avere un impatto positivo anche sul nostro territorio. «Non dobbiamo chiuderci nel nostro orticello ma aprirci al mondo e capire che le grandi sfide di oggi vanno affrontate insieme».
Giovani e politica.
Il tema del volontariato ha, spesso, richiamato anche quello della politica. Un mondo da cui i giovani si allontanano sempre di più. Per questo, Martinelli spera in un cambio di marcia per includere anche questi ultimi nella gestione della cosa pubblica. «Al di là della diversità di pensiero – continua – mi ha molto colpito l’organizzazione, gli investimenti e la responsabilizzazione dei giovani all’interno del partito, del quale ho potuto visitare la sede». Formazione e coinvolgimento dei giovani, dunque: «Sviluppare le competenze e non fare una semplice cooptazione di giovani – conclude Martinelli –: questo è ciò che serve nel nostro Paese». —
Pietro Mattonai
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
