Il presidio
Imprenditore muore dopo 70 giorni di agonia
La vittima è Pietro Trebbi, titolare di uno stabilimento balneare a Marina: era rimasto sotto il trattore a Cevoli di Lari
LARI. È morto a distanza di 70 giorni da un incidente agricolo che Pietro Trebbi, 86 anni, imprenditore, aveva avuto in un terreno vicino a casa sua a Cevoli di Lari.. Nonostante l’età, infatti, Trebbi aveva molti interessi e continuava a seguire anche la gestione dello stabilimento balneare Costa Azzurra a Marina di Pisa, di cui era titolare.
L’incidente risale al 29 settembre scorso. L’anziano aveva approfittato del bel tempo per andare a lavorare in un campo con il trattore che poi però si era ribaltato e lui era rimasto intrappolato vicino all’aratro. Ma era stato lo stesso anziano a dare l’allarme chiamando la moglie Fiorella e conservando una lucidità incredibile anche solo a pensare ai traumi che aveva riportato. Quando l’86enne era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Lotti di Pontedera i medici si erano resi conto della gravità della situazione. Aveva una serie di lesioni interne dovute a traumi da schiacciamento e gravi ferite a un polmone. Dopo le prime cure, Trebbi era stato ricoverato nel reparto di rianimazione diretto dal dottor Paolo Carnesecchi. A quest’ultimo, a tutta l’équipe dei medici e degli infermieri e al resto del personale del reparto i familiari di Trebbi vogliono rivolgere un grande ringraziamento per le capacità professionali e umane che hanno mostrato.
Settanta giorni tra la vita e la morte, con la speranza che non viene mai meno anche quando le cose vanno male, sono tanti. I figli di Trebbi, Fabio e Gioia, la moglie Fiorella, raccontano di avere trovato sempre qualcuno pronti ad ascoltarli. «Vogliamo ringraziarli per quello che hanno fatto per noi», dicono.
Purtroppo la situazione dell’anziano era compromessa e le condizioni di salute dell’imprenditore sono andate via via peggiorando fino alla morte, che è avvenuta ieri al Lotti.
Sull’incidente era stata aperta un’indagine, anche se Trebbi aveva fatto tutto da solo, nei giorni successivi al fatto e la moglie, che era stata la prima a trovarlo e a cercare di aiutarlo, era già stata sentita dalla polizia.
La salma è stata trasferita all’obitorio e oggi la Procura verrà informata della morte.
La famiglia della vittima non ha potuto organizzare il funerale che comunque dovrebbe svolgersi domani, se la Procura non chiederà accertamenti medico legali, dato che le cause della morte sono chiare.
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