Il presidio
Il professore di Vicopisano che pedala per i bambini del Meyer
Carlo Pellegrini attraverserà Cile ed Argentina per raccogliere fondi a favore dell'ospedale: «Da genitore mi sono messo nei panni di chi soffre»
VICOPISANO. Questo viaggio è iniziato idealmente molti anni fa, grazie alla penna di Luis Sepùlveda e al suo diario di viaggio “Patagonia Express”. Un viaggio consegnato alla storia della letteratura, che involontariamente ne ha ispirato un altro: è quello del vicarese Carlo Pellegrini, insegnante 56enne di educazione fisica all’Iti Marconi di Pontedera. Carlo, che quel libro l’ha letto e se ne è innamorato, mercoledì volerà alla volta di Puerto Montt, in Cile: da lì inizierà il suo viaggio estremo di 3000 chilometri sulla Carretera Austral – accompagnato solo dalla sua bici – che lo porterà fino in Patagonia, nella Terra del Fuoco. Cioè in quell’angolo di pianeta che accarezza l’Antartide e che offre scorci ed esperienze difficilmente replicabili.
Il viaggio di Carlo, però, non sarà di piacere. Non lo farà da cicloturista, mosso dalla curiosità di vedere le bellezze del luogo. O almeno, non solo.
Questo viaggio di 3000 chilometri sul sellino di una mountain bike nasce per aiutare l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, quell’eccellenza della sanità regionale e nazionale rifugio di umanità e competenza per genitori e bambini: «Io – racconta il professore – ho già fatto dei lunghi viaggi ma questo nasce con delle motivazioni particolari: mi è capitato di impaurirmi molto per dei sintomi che accusava uno dei miei figli, che poi per fortuna non si sono rivelati niente di preoccupante. Noi siamo stati fortunati, perché ci sono altri genitori che fanno sottoporre i propri figli agli accertamenti del caso e poi piombano nel dramma della malattia, come può essere il tumore. Così mi sono messo nei loro panni e grazie al consiglio di un parente dottore, ho deciso di intraprendere questo viaggio per sensibilizzare le persone e invogliarle a donare per il Meyer». Le donazioni sono molto semplici da fare, sia su Facebook che sul sito del Meyer (vedi in calce all'articolo). Per farla breve i soldi andranno direttamente all’ospedale e l’insegnante di educazione fisica vedrà solo l’ammontare e chi ha donato.
Qui finisce la cronaca, che però è soltanto una parte di questa vicenda di semplice e calda umanità. Un viaggio di 3.000 chilometri fra laghi, ghiacciai e paesaggi incontaminati, che Pellegrini vuole vedere «prima che il cambiamento climatico non li faccia sparire». Con sé porterà lo stretto necessario: una bici da cicloturismo con telaio in acciaio (più facilmente riparabile rispetto ad alluminio e carbonio), una tenda, un sacco a pelo, il fornellino da campo e il materiale tecnico. E una bandiera col logo del Comune di Vicopisano, che quindi attraverserà terre dove nemmeno immaginano l’esistenza di Vico. Poi c’è un altro particolare, che tanto particolare non è: Pellegrini passerà sia le feste natalizie che il suo compleanno (6 gennaio) in bici, ad un oceano di distanza dalla famiglia. «La mia compagna Sheila – scherza – non me lo perdonerà mai. Questo viaggio è dedicato a anche alla mia famiglia, che mi sostiene. Mi mancheranno ma ogni giorno li contatterò per dir loro che sto bene». Di sicuro, quando il 5 febbraio farà ritorno a casa, i familiari di Pellegrini si troveranno davanti un uomo diverso: molto probabilmente provato dalla fatica e certamente cresciuto grazie a questa sfida con se stesso. Tutto per i bimbi del Meyer, che idealmente ne rilanceranno la pedalata con tutta la loro voglia di vivere. E di sorridere, nonostante la malattia.
Per donare a favore del Meyer la procedura è semplice ed immediata: sul sito dell’ospedale è presente una sezione apposita per le donazioni, dove c’è anche l’evento che è stato creato da Carlo Pellegrini. Digitando www.ioaiutoilmeyer.it/DonationPlatform-Web/nav/evento/carlopellegrini, si apre una pagina dove con pochi passaggi si può contribuire alla raccolta dei fondi. Oppure visitando la pagina Facebook “Viaggio in Patagonia e nella Terra del Fuoco” si trovano le stesse indicazioni per le donazioni. Che sono già partite da alcuni giorni e che termineranno il 5 febbraio prossimo, alla fine del viaggio del professore.
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