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«Sindaco, serve una bandiera» Gabbanini fa contenta Federica

Marco Sabia
«Sindaco, serve una bandiera» Gabbanini fa contenta Federica

Una bambina di nove anni aveva chiesto un tricolore nuovo per sostituire quello logoro a Stibbio. Ieri il primo cittadino ha mantenuto la promessa

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SAN MINIATO. Ha usato la tipica “faccia tosta” dei bambini, che non si fanno problemi a far notare agli adulti che qualcosa non gli va proprio a genio. La piccola Federica Sarlo di Stibbio, in occasione delle celebrazioni dello scorso 4 Novembre, aveva preso il sindaco Vittorio Gabbanini “sottobraccio” e gli aveva fatto notare che la bandiera italiana esposta nella piccola frazione sanminiatese era usurata e che quindi sarebbe stato utile cambiarla. Senza tanti giri di parole la piccola aveva fatto notare al primo cittadino questo problema della sua frazione, come fosse una portavoce “in miniatura”. Il sindaco, per tutta risposta, gli aveva promesso che avrebbe provveduto a rimediare.

Così ieri mattina, durante il classico giro natalizio nelle scuole del Comune, Gabbanini ha colto l’occasione per donare a Federica la bandiera che chiedeva: «Quando sono andato nella classe quarta di Ponte a Egola frequentata da Federica, ho portato con me una bandiera italiana e, a sorpresa, gliel’ho consegnata». La bambina era emozionata e molto felice del dono ricevuto. «Mi aveva chiesto una nuova bandiera da esporre nella piazza di Stibbio lo scorso 4 novembre, in occasione delle celebrazioni dell’Unità Nazionale – precisa il sindaco –. Mi fermò e mi fece vedere che in piazza, appena fuori dal circolo, era effettivamente esposta una bandiera logora e scolorita, e mi chiese se poteva averne una nuova. Così quando sono andato a scuola le ho fatto una bella sorpresa». Ora la bandiera potrà sventolare nella piccola Stibbio, grazie alla “sfacciataggine” della giovanissima Federica. Che, come racconta il padre Franco Sarlo, non si è fatta molti scrupoli a fermare il sindaco: «Mia figlia – racconta con orgoglio – non ha problemi a chiedere e a far notare le cose che non le tornano. In quella piazza di Stibbio ci passa tanto tempo, insieme a molti bambini e ragazzi. Durante le celebrazioni per il 4 novembre ha così deciso di andare da Gabbanini e di dirglielo. Nella nostra famiglia c’è questa cultura, io sono un ex paracadutista e dò una mano al circolo Arci: sono felice che il sindaco abbia fatto questa sorpresa a mia figlia, che è rimasta senza parole e che è stata tempestata di domande dai compagni». Ma in questa storia, c’è da dirlo, il (anzi la) protagonista non è la bandiera né il sindaco. È l’alunna Federica, la “piccola sindaca” di Stibbio. A 10 anni non si pensa a bandiere o vessilli, però quando vivi in una piccola frazione e ci tieni al suo decoro noti anche se c’è qualcosa che non va. E quella bandiera logora e rovinata mal si addiceva all’unica piazzetta di Stibbio, una frazione di 300 anime dove tutti si conoscono.

Probabilmente – anzi certamente – una bimba di 10 anni è riuscita con la sua semplicità a dimostrare quanto si possa essere attaccati al proprio paese, che sia Stibbio o l’Italia. –

Marco Sabia

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