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il caso  

Per ora il finto smemorato resta a Cuneo

S. C.
Per ora il finto smemorato resta a Cuneo

Salvatore Mannino, l’uomo che aveva fatto credere d’aver perso la memoria, è ancora in Piemonte dalla madre

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LAJATICO. Salvatore Mannino, il finto smemorato di Lajatico, è ancora in cura in una struttura di Cuneo con cui era stato messo in contatto dai medici della Psichiatria di Pisa.

Al momento, da quanto si apprende, non ci sono le condizioni per un suo ritorno in paese, a Lajatico, dove vivono la moglie, la suocera e i quattro figli.

Mannino dopo il clamore avuto dalla sua storia – la fuga a Edimburgo, la recita della perdita della memoria e poi l’indicazione di un possibile movente per tutta quella messinscena – ha deciso di rifarsi una vita a Cuneo, stando vicino alla madre.

«Mio figlio non è in casa – dice al Tirreno la signora Mariangela, madre di Mannino – e non posso dire nulla di più».

Per ora, dunque, l’uomo non è ancora ritenuto in grado di poter riprendere la vita di sempre.

Mannino ha lasciato l’ospedale di Pisa all’inizio di novembre ed è andato a passare un periodo di convalescenza un Piemonte.

L’imprenditore, che era scomparso lo scorso 19 settembre e poi era stato ritrovato in Scozia, ha finto per più di 40 giorni di aver perso la memoria e di poter parlare solo inglese. Ora si mantiene in contatto con la famiglia, ma ancora non ci sono le condizioni per pensare a un suo ritorno al lavoro. La cooperativa di servizi che aveva aperto a Fucecchio, contando anche sull’aiuto dei familiari, è stata chiusa.

Finora, a differenza di quanto avessero fatto pensare alcuni atteggiamenti del sedicente smemorato, Mannino si è mantenuto lontano dalle telecamere di alcune tv nazionali che lo hanno cercato assiduamente fin dai giorni successivi al suo ritrovamento in Scozia.

Il giorno delle dimissioni dal reparto di Pisa, l’uomo aveva abbandonato l’ospedale da un’uscita secondaria per evitare giornalisti, cameramen e fotografi. E per fare questo aveva chiesto e ottenuto l’appoggio del personale di Psichiatria, pronto a garantire la privacy del paziente anche dopo aver lasciato il reparto.

Dopo aver cercato di portare avanti la finzione dell’amnesia, Mannino era crollato e aveva confessato di aver finto tutto e di essersi allontanato da casa “per dimostrare alla famiglia di essere importante”, volendo riaffermare così quel ruolo in casa che sentiva essergli stato sottratto dalla presenza della suocera. Alla fine, però, neppure il movente è apparso così chiaro e, probabilmente, i contrasti li aveva avuti anche con la moglie per il fatto che quest’ultima è molto legata all’anziana madre.

Anche l’intenzione iniziale della Procura di indagare sulla fuga sembra si sia attenuata, ora che sono emersi problemi di salute da parte dell’autore della clamorosa fuga con ritrovamento nella cattedrale di Edimburgo, malore e (finta) perdita di memoria. –

S. C.

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