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«Anfiteatro a rischio per le frane, serve un’opera di sicurezza»
Allarme della Soprintendenza dopo la polemica 5 Stelle-Pd Il Comune di Volterra vicino all’acquisizione dei terreni
VOLTERRA. «Ben venga chi cerca fondi per l’anfiteatro. Anche perché quello che abbiamo scoperto finora ha bisogno di essere messo in sicurezza dalle tante piccole frane dell’area». Così la funzionaria della Soprintendenza, Elena Sorge, all’indomani della polemica sollevata dalla consigliera regionale 5 Stelle, Irene Galletti, sull’anfiteatro. «Avevamo chiesto alla Regione di stanziare 250mila euro per aprire al pubblico gli scavi fatti finora e mettere in sicurezza l’area. Ma il Pd ha votato contro», ha detto Galletti. Soldi che, al di là di chi li chiede o dall’ente che li stanzia, servono come il pane, specialmente ora che il Comune è vicinissimo all’acquisizione dei terreni.
L’accordo con la famiglia Taddei, proprietaria dell’area in cui sono stati trovati i reperti, nell’estate del 2015, è in dirittura d’arrivo. Ma occorrono interventi per non disperdere quanto fatto finora. «L’anfiteatro è stato sommerso da alluvioni nel corso del tempo – racconta Sorge – Ormai ne abbiamo la certezza. E lo vediamo ogni volta che piove copiosamente su Volterra, perché sull’area di scavo cadono chili di fango. I primi stanziamenti che ci arriveranno serviranno proprio a creare barriere sul versante della collina che guarda la valle dell’anfiteatro».
A oltre tre anni dalla scoperta, comunque, qualcosa si sta muovendo. «Con l’acquisizione dei terreni, il progetto esecutivo pronto e il progetto di vincolo ultimato – sottolinea la funzionaria della Soprintendenza – siamo nelle condizioni di accedere a finanziamenti. Il problema è che i soldi vanno ricercati nei bandi europei e nazionali. E si tratta di un lavoro lungo e per niente facile da portare a termine».
Ma soprattutto non garantisce di trovare subito i 9 milioni necessari per ultimare l’opera e aprirla al pubblico. Sarà un intervento, quello di far riemergere l’anfiteatro romano di Volterra, che sarà fatto a step, in base ai soldi a disposizione. Ma è certo che, prima di scavare occorrerà intervenire sulla sicurezza dell’area e sulla salvaguardia di quanto scoperto fino a questo momento.
Secondo Sorge, per aprire al pubblico i ritrovamenti emersi dal terreno finora, basterebbero diecimila euro. La cifra chiesta dai 5 Stelle alla Regione sarebbe servita alla messa in sicurezza. —
A.Q.
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