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Procura con firma falsa due legali a processo sentite le parti offese
SANTA CROCE. È iniziato con la testimonianza delle due parti offese e di due periti, il processo a carico di due legali a giudizio per falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.
L’udienza di ieri pomeriggio davanti al giudice Beatrice Dani (pm onorario Vincenzo Molinaro) è servita alle parti per costituirsi e indicare la lista dei rispettivi testi. Sono sotto processo due professionista con studio a Santa Croce sull’Arno, Monica Calò, 50 anni, di Santa Croce sull’Arno, e la collega, Barbara Lemmi, 51 anni, di Buti, difese dall’avvocato Anna Francini.
L’accusa è di aver falsificato una procura a loro favore per conto di due clienti. Padre e figlio, imprenditori del settore conciario, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Michele Cieri di Firenze.
La storia risale al 2012 e la tagliola della prescrizione incombe sul processo.
I due imprenditori vantavano un rilevante credito nei confronti di un’azienda locale e si erano rivolti a una delle due professioniste.
La causa non era andata a buon fine e quando i clienti avevano ritirato i documenti per cambiare difensori e presentare ricorso in appello si erano accorti che agli atti c’era un mandato speciale, cioè una procura a rappresentarli, che i due non avevano mai firmato.
Quella carta, a loro insaputa secondo l’accusa, dava mandato a rappresentarli anche all’avvocatessa, sempre dello stesso studio professionale. Insomma, l’avvocatessa poteva trattare in nome e per conto dei clienti lasciandoli all’oscuro. —
P.B.
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