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Comune citato in Tribunale per la rotatoria del Chiesino

Pietro Mattonai
Comune citato in Tribunale per la rotatoria del Chiesino

La ditta che si era aggiudicata l’appalto fa causa per la risoluzione del contratto Il sindaco: «Ci difenderemo sapendo di aver fatto tutto secondo le regole»

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PONTEDERA. Una notizia attesa, ma che apre un’altra parentesi nella storia della rotatoria del Chiesino a Pontedera. L’amministrazione comunale, lo scorso luglio, è stata citata in giudizio dalla ditta di Caserta che per prima si aggiudicò il bando per la realizzazione della rotonda all’incrocio tra la via Tosco Romagnola e via Salvo D’Acquisto. Obiettivo della società campana è accertare la legittimità della risoluzione contrattuale decisa dalla stessa amministrazione pontederese visti i gravi inadempimenti della ditta stessa. Non un fulmine a ciel sereno, soprattutto quando si parla di appalti pubblici e, come in questo caso, di fine prematura del contratto. Che rende ancor più travagliato questo snodo del traffico.

UN RIEPILOGO

Tutto ebbe inizio nell’estate 2017, dopo che venne aperto il bando per l’assegnazione dei lavori per la realizzazione della rotonda al Chiesino. Una volta aperte le buste, la ditta di Caserta risultò essere la vincitrice dell’appalto. A dicembre, però, il cantiere non era ancora stato aperto: il limite massimo di 45 giorni per la consegna dei lavori era stato ampiamente sforato. Nella primavera di quest’anno, quindi, la decisione della giunta comunale: procedere alla risoluzione del contratto vista la grave inadempienza della società e la riassegnazione dell’appalto alla seconda classificata, il Consorzio stabile dell’Alta Valdicecina. Una mossa che avrebbe potuto contenere il ritardo accumulato nel corso del 2017, ma che è stata sin da subito contestata dall’appaltatore casertano, che si è riservato anche la determinazione di un eventuale risarcimento.

IL COMUNE RISPONDE

«È evidente che una volta risolto il contratto la ditta di Caserta avrebbe proceduto in questa direzione, – spiega il sindaco Simone Millozzi – Me lo aspettavo, perché è il tema di tutti gli appalti pubblici». Del resto, di fronte al mancato avvio dei lavori, l’amministrazione comunale si è ritrovata con le mani legate. La risoluzione, dopo mesi e mesi di attesa, era l’unica strada percorribile. «Ci difenderemo sapendo di aver fatto tutto secondo le regole, – continua – ma il processo in tribunale non fermerà i lavori».

NESSUNO STOP

Mentre in aula si dibatterà, con il Comune rappresentato dall’avvocato Luigi Bimbi, all’incrocio del Chiesino si andrà avanti. «Il cantiere e il processo sono due cose distinte – spiega Millozzi – e quindi nessuno ostacolo per quanto riguarda i lavori». A frenare il cantiere, nelle ultime settimane, era stata la questione della sicurezza idrogeologica della zona interessata, con il necessario confronto anche con l’amministrazione di Calcinaia. Anche su questo versante, però, il Comune è riuscito ad avere il via libera. «Risolta questa faccenda possiamo procedere, – conclude Millozzi – visto che abbiamo ricevuto anche l’ok dal Consorzio Fiumi e Fossi». —

Pietro Mattonai

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