Il presidio
Accertamenti sull’auto usata da Scotto
Il giovane di Chiesina Uzzanese ha confessato l’omicidio, ma non ha ancora spiegato la dinamica dei fatti
MONTOPOLI VALDARNo. Nuovi accertamenti sulla vettura usata da Danny Scotto, 27 anni, operaio agricolo di Chiesina Uzzanese, per arrivare a Casteldelbosco, dove ha ucciso l’amico Giuseppe Marchesano, anche lui di 27 anni, la sera del 9 novembre. La Procura ha informato le parti che nei prossimi giorni saranno effettuati accertamenti tecnici sia sul pick-up intestato al nonno dell’autore dell’omicidio ma in uso all’arrestato che su una bicicletta di Danny Scotto a lui sequestrata, insieme alla vettura e a una serie di indumenti oltre alle scarpe, la mattina in cui i carabinieri lo hanno arrestato a Chiesina Uzzanese
Proseguono dunque le indagini sul delitto che ha sconvolto la famiglia Marchesano, quella dell’indagato e il piccolo paese di Casteldelbosco. A distanza di quasi un mese dalla tragedia ancora ci si chiede come i vicini di casa non abbiano sentito o visto nulla che potesse richiamare le loro attenzioni. I colpi di pistola, più di 10, esplosi da Scotto sono stati scambiati per petardi che i ragazzi del posto hanno continuato a fare esplodere anche dopo la festa di Halloween.
Con i prossimi accertamenti, la Procura avrà completato la prima fase di indagine dopo i numerosi sopralluoghi nella casa del delitto. I materiali sequestrati sono stati inviati al Ris a Roma e si attendono i risultati degli accertamenti biologici.
Scotto, quando ha confessato il delitto, durante l’interrogatorio davanti al gip Pietro Murano ha ammesso di essere andato a casa dell’amico e di avere sparato, ma non ha fornito una ricostruzione esatta dei fatti. Il movente resta in parte da chiarire, anche se gli inquirenti hanno più volte spiegato che è da ricercare nei contrasti tra i due giovani. Contrasti diventati sempre più forti dopo che la vittima aveva deciso di interrompere l’amicizia con Scotto che invece non riusciva a fare a meno dell’amico, diventato per lui una sorta di ossessione.
Dna e impronte rilevate nella casa dell’omicidio, oltre ai risultati dell’autopsia, potranno dunque aiutare a capire altri aspetti. Solo successivamente il pm, Sisto Restuccia, valuterà se e quando interrogare l’indagato, che resta in carcere, al Don Bosco a Pisa. Richiesta che potrebbe presentare anche il difensore, l’avvocato Francesca Vanni, di Pistoia, quando si conosceranno i risultati di tutti gli accertamenti effettuati da carabinieri e Procura.
Sarà importante capire, in particolare per stabilire se c’è stata la premeditazione, cosa è successo quella sera tra i due amici. E quale è stato l’elemento scatenante.
Finora Scotto, come spiega il suo legale, pur comprendendo la gravità del gesto e della situazione, appare ancora “stordito”.
Intanto anche il padre di Giuseppe Marchesano ha nominato un legale: l’avvocato Ivo Gronchi. –
Sabrina Chiellini
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