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Trasloca il giudice di pace sconfitta la burocrazia
Dopo attese e rinvii, parte il trasferimento al secondo piano di Palazzo Pretorio L’attuale sede in via Gotti costa circa centomila euro l’anno alle casse pubbliche
PONTEDERA. Il 2019 porterà una nuova sede per i giudici di pace di Pontedera: Palazzo Pretorio. Nei giorni scorsi ha avuto inizio infatti il trasloco degli arredi e dei fascicoli dell’ufficio che ora ha sede in un palazzo di via Gotti. Dopo mesi di indecisioni e di incertezze finalmente il Comune di Pontedera – come aveva annunciato alcune settimane fa – ha trovato l’accordo con il Ministero e anche il tribunale di Pisa ha dovuto dire di sì al trasferimento e pianificare il trasloco.
Senza questo ulteriore passaggio, il Comune sarebbe stato inadempiente rispetto al contratto che ha firmato con il privato e che ha consentito la ristrutturazione del palazzo Pretorio. Palazzo che rischiava di restare una scatola vuota, considerato che l’ente locale non ha le risorse necessarie per provvedere alla riqualificazione per nuovi utilizzi dello storico edificio.
I giudici di pace, infatti, andranno al secondo piano del Palazzo Pretorio, come previsto dall’accordo siglato con il privato e dopo che la sezione distaccata del tribunale di Pisa, che per anni ha avuto sede nello stesso storico edificio, era stata chiusa con la riorganizzazione degli uffici giudiziari.
La burocrazia ha frenato più volte il trasferimento dell’ufficio del giudice di pace nella sede naturale. L’edificio è pronto da più di un anno, ma per una serie di problemi il trasferimento della sede dei giudici di pace, che era stato annunciato per settembre scorso, non è andato in porto nei tempi previsti e di conseguenza tutto è rimasto in via Gotti, sede che costa circa 100mila euro all’anno tra affitto e varie.
Un cammino difficile ma che dovrebbe finalmente avere trovato la strada per raggiungere il traguardo, anche se inizialmente i giudici di pace avevano espresso una serie di perplessità legate al fatto che gli utenti si trovano a dover attraversare un esercizio pubblico per accedere alle sale dove si svolgono le udienze. L’immobile ha due ingressi e, se il problema fosse emerso prima, probabilmente anche il recupero dell’immobile avrebbe potuto tenere di conto di queste osservazioni. A riqualificazione completata è diventato difficile prevedere un altro ingresso, diverso da quello naturale che è lo stesso usato per accedere al bar, per andare dal giudice di pace.
Nelle scorse settimane il tribunale ha provveduto a organizzare l’appalto per il trasloco che è stato affidato alla cooperativa Ponteverde per un importo di circa seimila euro. Ma dal Ministero non era ancora arrivato l’ok definitivo sull’affidamento e quindi i giudici di pace sono rimasti al loro posto. Ora anche questo scoglio risulta superato.
Già da alcuni giorni gli operai sono al lavoro per sistemare fascicoli e arredi. La pausa delle udienze prevista in occasione delle feste di Natale e fine anno dovrebbe consentire di mettere a posto le ultime cose. L’anno nuovo dovrebbe quindi portare un’altra sede per le udienze e le attività dei giudici di pace. Si tratta di un servizio sfuggito alla riforma della geografia degli uffici giudiziari perché il Comune si è impegnato a sostenere le spese dell’immobile. –
S. C.
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