Il presidio
sanità
Il centro trasfusionale riparte dopo l’incendio e diventa tecnologico
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L'inaugurazione del centro trasfusionalePontedera: nonostante le difficoltà di questi mesi, trecento donazioni in più rispetto al 2017 grazie anche alla campagna del Tirreno
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PONTEDERA. Riparte il centro trasfusionale dell’ospedale “Lotti”. Dopo l’incendio di marzo, i donatori hanno ora a disposizione un centro tutto nuovo, inaugurato il primo dicembre dal primario, il dottor Fabrizio Niglio, e dal sindaco Simone Millozzi. Un investimento importante da parte dell’azienda sanitaria che ha così premiato l’impegno sia del personale del centro trasfusionale, sia delle associazioni, come Avis e Fratres.
«È andato tutto molto bene – commenta il dottor Niglio – e di questo devo ringraziare soprattutto il direttore dell’ospedale, Renato Colombai, e l’Asl, che ha fatto uno sforzo importante per garantire una nuova, bellissima casa del donatore».
Il centro trasfusionale, pur rimasto nei medesimi locali, ha cambiato pelle. «Grazie anche ai fondi concessi dalla Regione – spiega – siamo riusciti a realizzare un profondo rinnovamento tecnologico, sia per quanto riguarda le postazioni dei donatori, sia per le frigoemoteche e la sala di conservazione delle sacche».
Da oggi, infatti, nella sala dedicata alle donazioni ci sono ben undici poltrone di nuova tecnologia, che sostituiscono le vecchie otto. Innovazione e riduzione delle attese, quindi, per un centro trasfusionale proiettato nel futuro. Per il primario, però, fondamentale è stato il sostegno del personale sanitario.
«Al centro trasfusionale abbiamo un personale davvero invidiabile – continua – nessuno si è tirato indietro e non è mai venuto meno il servizio necessario per i pazienti».
Questo, naturalmente, unito anche al capitale umano che c’è in Valdera e che ha permesso al centro trasfusionale di battere, in termini di donazioni, i numeri dello scorso anno. Merito anche della campagna portata avanti dal Tirreno. «La popolazione ha dato una mano incredibile – prosegue – permettendoci di arrivare a più 300 donazioni rispetto al 2017».
E mentre si inaugurava il centro trasfusionale, si è svolto anche uno speciale Sangue e Plasma Day, per chiamare a raccolta i donatori. «È stata una mattinata pensata soprattutto per loro – conclude Niglio – perché, naturalmente, sono i donatori ad essere il fulcro delle nostre attività». –
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