Il Tirreno

Pontedera

La protesta in piazza: "Vogliono uccidere la geotermia e la Valdicecina, moriremo con la spada in mano"

Andreas Quirici
La manifestazione a Larderello (Foto Silvi)
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La manifestazione a Larderello (Foto Silvi)

Larderello: duemila persone alla manifestazione per chiedere al governo il ripristino degli incentivi. A rischio 600 milioni di investimenti in 5 anni. L'appello di sindaci e forze sociali e la promessa di ripetere l'evento sull'Amiata

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LARDERELLO. C'è stata stamani 1° dicembre la manifestazione in difesa della geotermia in Valdicecina. Duemila persone si sono radunate in via Renato Fucini e negli spazi del centro di. In piazza c'erano sindacati, partiti, rappresentanti dei Comuni geotermici toscani. Scopo della protesta, organizzata da GeotermiaSì, era chiedere al governo di ripristinare gli incentivi al settore, senza i quali si calcola che possano essere a rischio circa 600 milioni di investimenti nei quinquennio 2019-2024.

Dopo due ore di interventi, la manifestazione si è chiusa con la promessa di ripetere la mobilitazione sull'Amiata. "Questo è stato il primo passo per l'unificazione della geotermia toscana - hanno detto gli organizzatori - Continueremo a manifestare fino a quando non ci sarà un quadro normativo nazionale che tuteli gli investimenti delle imprese, il lavoro dei cittadini e l'ambiente"

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Alla protesta hanno aderito anche i cittadini delle zone geotermiche delle province di Siena e Grosseto.Il comparto geotermico in Toscana dà lavoro a circa 3 mila addetti nelle province di Pisa, Siena e Grosseto.

Sostegno alla manifestazione è arrivato negli ultimi giorni da forze politiche, sindacali e organizzazioni di categoria. "Se vogliono uccidere la Valdicecina, moriremo con la spada in mano", ha dichiarato nei giorni scorsi al Tirreno il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni.

Alla manifestazione c’era anche la segretaria del Pd toscano ed eurodeputata Simona Bonafè. 

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“Se il governo non tornerà sui suoi passi avrà la responsabilita’ di svuotare un intero territorio: distruggendone l’economia, impedendo a diverse migliaia di persone di lavorarci e viverci. Dopo oltre un secolo di attivita’ dell’industria geotermica toscana, il governo sceglie di impedire lo sfruttamento di una fonte di energia rinnovabile e investimenti gia’ programmati - ha detto Simona Bonafè -. E’ la stessa responsabilità degli esponenti politici toscani di Lega e M5S, se decideranno di subire in silenzio le scelte romane. Noi invece oggi siamo qui, in un luogo che rischia di subire quella ‘decrescita felice’ che ha fatto sparire dall’agenda di governo qualunque politica a favore dell’industria.”

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Anche Antonio Mazzeo, consigliere regionale del Pd, è a Larderello: “Come a Torino qualche settimana fa, anche oggi a Pomarance è scesa in piazza un’altra Italia. E’ l’Italia che si oppone alla politica del no a tutto di questo governo, alla politica che vuole bloccare lo sviluppo, gli investimenti e che cancella migliaia di posti di lavoro. Essere in questa piazza, oggi, significa per noi del Partito Democratico condividere non solo la battaglia di un partito quanto piuttosto di un intero territorio e di un’intera comunità di donne e di uomini che non possono pagare sulla loro pelle le scelte scellerate del governo di Salvini e Di Maio. Noi ci impegneremo giorno dopo giorno per dare alla Val di Cecina le prospettive di sviluppo che merita e perché queste vadano di pari passo con la sostenibilità ambientale degli interventi. Mettere insieme ambiente e sviluppo si può e si deve e noi faremo la nostra parte approvando entro fine anno la nuova legge regionale sulla geotermia. Fare una battaglia politica contro la geotermia significa andare contro i nostri figli e le nostre famiglie e al governo nazionale che dice geotermia no replichiamo oggi più che mail geotermia si. Se non ci ascolterà continueremo ad urlarlo sempre più forte".

Un commento alla manifestazione arriva anche da Alessandra Nardini, consigliere regionale del Pd: "Dalla mobilitazione di questa mattina arriva un messaggio chiarissimo al Governo: giù le mani dalla Toscana, giú le mani dalla Val di Cecina, giù le mani dalla geotermia e giù le mani dal progresso! Il territorio, dai cittadini, ai sindacati fino alle istituzioni, ha reagito all'attacco che gli è stato rivolto. Non condannerete questi comuni alla decrescita e allo spopolamento. Sia chiaro: vogliamo investimenti veri, non risorse di recupero giusto per sedare momentaneamente la protesta. Adesso il Ministero dello Sviluppo Economico deve confrontarsi con questa terra e i suoi rappresentanti, deve dare risposte, tornando sui propri passi. Alle forze di Governo chiedo: sorprendeteci, dimostrate di non essere schiavi di superstizioni  antiscientifiche e di non puntare sulla decrescita e la deindustrializzazione, dimostrate di avere un'idea sensata e moderna dello sviluppo industriale ed energetico di questo Paese".

 

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