Italia
Studenti del Marconi a lezione di giornalismo al “Tirreno”
Alcuni cronisti di “Sintesi”, giornale d’istituto, in visita alla redazione di Pontedera Affrontati vari temi tra cui la deontologia professionale
PONTEDERA. Il ruolo dei quotidiani oggi, in particolare di quelli locali, la rivoluzione di Internet, il futuro della professione giornalistica. E ancora: la storia del “Tirreno” che proprio l’anno scorso ha festeggiato 140 anni.
Di questo e altri argomenti si è parlato ieri nella redazione di Pontedera con un gruppo di studenti (più un neo diplomato) dell’istituto Marconi.
I loro nomi: Ludovica Nocchi, Alessandro Morelli, Daria Paoli, Emanuele Ciarla, Christian Nannipieri, Michele Marianelli e Francesco Marchetti. Il gruppo è stato accompagnato dagli insegnanti Donatella Piccini e Marzio Paoli.
I ragazzi hanno dialogato con il caposervizio della redazione, Luca Daddi, il quale si è soffermato sul ruolo del giornalismo nella vita delle comunità locali.
Numerose le domande fatte dai ragazzi, anche relative al rapporto tra informazione e pubblicità.
In evidenza pure il tema della deontologia professionale, ovvero quelle norme etiche a cui il giornalista deve attenersi nel suo lavoro quotidiano e la cui violazione comporta l’intervento del consiglio di disciplina.
Da segnalare che l’istituto Marconi pubblica il giornalino “Sintesi” che, oltre ad avere una veste grafica curata nei dettagli, è ricco di temi e spunti di riflessione.
«Per la scelta del nome “Sintesi” – hanno scritto nel primo numero del giornalino i docenti Piccini e Paoli – abbiamo discusso a lungo con i ragazzi della redazione: le proposte sono state tante e, infine, questa ha messo d’accordo tutti. Sintesi, infatti, non solo è un nome che contiene la sigla della nostra scuola in “rilievo”, ma è anche una dichiarazione di intenti. Il solo nome, infatti, deve suggerire l’idea di riprendere gli obiettivi del passato per “sintetizzare” gli sforzi di una scuola che cerca di lavorare nel confronto continuo con una realtà in costante cambiamento e con generazioni di studenti, di famiglie e di docenti pure in un divenire sempre più complesso, che ci costringe a sfide sempre più inedite ma non meno coinvolgenti». –
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