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Sponsorizzazioni false nel volley: nuova udienza
SANTA CROCE SULL’ARNO. Nuova udienza ieri mattina in Tribunale a Pisa del processo (ora riunito in un filone unico) sulle presunte false sponsorizzazioni alla squadra di volley femminile di Santa Croce che varie imprese avrebbe concesso alla società sportiva per non pagare le tasse.
Stando al resoconto della procura dal 2006 al 2010 sarebbero transitati nei conti della società circa sette milioni di euro. In aula la sostituto procuratore Flavia Alemi ha ricostruito la vicenda, con la squadra originaria (la Volleyball Santa Croce) promossa in Serie B1 che rinuncia al titolo cedendolo alla nuova Pallavolo Csc, trasformandosi di fatto da associazione e società a responsabilità limitata. La giudice è Beatrice Dani.
La vicenda – scaturita da un’inchiesta della guardia di finanza risalente al 2012 – si riferisce al periodo 2006-2010. Nel marzo scorso erano una ventina gli imputati a vario titolo per fatture emesse per operazioni inesistenti e reati fiscali collegati. Per diversi di loro è intervenuta la prescrizione.
Secondo l’accusa, a guadagnare da questo sistema – che spesso prevedeva una restituzione delle sponsorizzazioni in tranche da 15mila euro l’una – erano soprattutto le imprese che sottoscrivevano il contratto. Nell’elenco figurano soprattutto realtà del mondo conciario, calzaturiero e dell’indotto. Quelle presunte fatture dall’importo gonfiato venivano contabilizzate a bilancio riuscendo così a dedurre maggiori costi d’esercizio e quindi abbattere gli utili da assoggettare a tassazione. Ma anche a garantire una disponibilità di riserve in nero. Alle società sportive, invece, il denaro non restituito agli sponsor serviva a finanziare l’attività sociale. —
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