Il presidio
Liceo, rischiano d’andare persi 400mila euro di finanziamento
Corsa contro il tempo per un protocollo d’intesa tra Provincia e Regione Intanto l’istituto rimane alla Scala in una sede che doveva essere temporanea
SAN MINIATO. La scuola attira e l'autonomia è dietro l'angolo, oltre la soglia dei 600 studenti, che, secondo le caute previsioni della dirigenza, potrebbe essere raggiunta già nel 2020, “riconquistando” quindi anche un preside a tempo pieno. Peccato che per il liceo Marconi tutto il resto sia ancora in alto mare, specie sul fronte della sede. Il finanziamento da 400mila euro promesso dalla Regione Toscana per la progettazione del nuovo liceo rischia di andare in fumo con la fine dell'anno, anche se un'ultima speranza viene da un protocollo d'intesa tra la Provincia e la Regione.
«Speriamo di poter far slittare quella scadenza alla fine del 2019 – spiega l'assessora ai lavori pubblici Marzia Fattori – Ma molti dipenderà da come vorranno accordarsi i due enti».
Sta di fatto che al momento la scuola è “impantanata” a La Scala, in quella che, almeno all'inizio, doveva essere un'altra (la seconda) sede temporanea. Sito che alla Provincia, mese dopo mese, costa caro. Dal primo ottobre il canone che la Provincia di Pisa deve versare ammonta a poco più di 1000 euro al giorno, per l'esattezza 33.333 euro al mese per i primi 6 mesi, vale a dire circa 200mila euro da ottobre a marzo 2019. Dal primo aprile, poi, l'indennità salirà del 30%: 43.333 euro al mese, 1400 euro al giorno. Una cifra che non lascia indifferenti. In tutto questo, dopo il tramonto definitivo dell'ipotesi Fontevivo, un luogo preciso su cui investire per costruire il nuovo liceo non c'è: ci sono solo alcune ipotesi, ma niente di progettualmente e concretamente definito. Dopo un tentativo della Provincia, durante l'estate, di conferire con la società milanese per un'ipotesi di acquisto, guardando magari anche all'edificio che al momento sta accanto all'attuale sede temporanea del liceo, adesso l'unica idea che rimane in piedi sembra essere quella portata avanti tempo fa dall'amministrazione comunale, che fra i siti papabili aveva indicato anche Ponte a Egola.
«Il luogo dove si trova adesso il liceo non è idoneo per una sede definitiva. Si tratta comunque di una struttura che andrebbe rifatta da zero – continua Fattori – I casi sono due: o la Provincia decide di comprare tutta quell'area, buttare giù e ricostruire, oppure per la soluzione da noi suggerita resta quella di costruire il nuovo liceo a Ponte a Egola. Soluzione gradita dagli altri Comuni per la posizione più baricentrica e per la quale stiamo completando l'iter sul rischio idrogeologico che risulterebbe quasi azzerato con il nuovo ponte sull'Egola».
Il luogo indicato sarebbe quello dietro il distributore lungo la via che porta a La Catena: un grande appezzamento di terreno agricolo all'angolo fra la Tosco Romagnola e via San Giovanni Battista, la via per Molino d'Egola. Ipotesi, quella ponteaegolese, che fino ad ora in verità è sempre stata considerata dai più meno praticabile, in quanto scelta più radicale e più scomoda rispetto all'idea di acquistare ed allargarsi in via Trento, dove la scuola al momento trova sede. In quel caso, poi, si tenterebbe di strappare un prezzo alla Polis in virtù dell'affitto che ogni mese la Provincia si trova già a pagare. —
Nilo Di Modica
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