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Pontedera

il garante dei diritti dei detenuti 

«La Rems attiva a Volterra luogo realmente terapeutico»

Samuele Bartolini
«La Rems attiva a Volterra luogo realmente terapeutico»

Dall’inaugurazione il 1° dicembre 2015 la struttura ha accolto 62 persone Tra sei mesi ne entrerà in funzione una a Empoli e così il carico sarà alleggerito 

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volterra. «A quarant'anni dalla sua approvazione, c'è chi vuole fermare la rivoluzione della legge Basaglia e riaprire i manicomi. Io dico invece: mai più manicomi. E la Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) di Volterra dimostra che la riforma funziona e può funzionare bene».

Per il garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Franco Corleone tira una brutta aria nel Paese. La conferma gli viene da una frase del ministro dell'Interno Matteo Salvini al raduno della Lega a Pontida. Lo cita all'inizio di “Mai più manicomi”, la ricerca curata dallo stesso Corleone e presentata ieri a Palazzo Bastogi a Firenze. Il vicepremier Salvini definisce la legge 180 «una legge assurda che ha causato miseria e abbandono per migliaia di famiglie di pazienti psichiatrici e ha causato una esplosione di aggressioni da parte di persone affette da disturbi mentali».

Niente di più falso, secondo Corleone. E l'esempio da sbandierare è proprio il Rems di Volterra. «Da quando ha aperto il 1° dicembre 2015 la struttura ha accolto 62 persone, 38 delle quali sono uscite e destinate a strutture più leggere o alla libertà vigilata. Vuol dire che il Rems di Volterra è un luogo realmente terapeutico», spiega Corleone. E il garante dei detenuti non si preoccupa se qualche paziente si allontana ogni tanto dalla struttura.

Si ricordi il caso del giovane albanese rintracciato dopo un'ora di fuga lo scorso aprile. «Le recinzioni vanno abbattute, gli spazi allargati», insiste Corleone. Ma perché la residenza di Volterra funziona? Lo spiega il garante: «C'è il numero chiuso. La Rems di Volterra ha una capienza di 30 persone. Attualmente ospita 28 uomini e 2 donne. Così si evita il sovraffollamento come in carcere. Le persone sono seguite dai dipartimenti di salute mentale: psichiatri, psicologi, tecnici della riabilitazione, educatori e infermieri. C'è il rifiuto della contenzione, che non è un atto terapeutico, e la misura di sicurezza ha un tempo definito. Infine c'è il grande impegno del personale».

Alcuni numeri. Delle 62 persone transitate dalla Rems di Volterra, 45 sono italiane (pari al 74 per cento). 31 persone (il 52 per cento) provengono dall'ex Opg di Montelupo Fiorentino, il restante quasi tutti dal carcere; 39 pazienti (pari al 64 per cento) hanno tra i 35 e i 54 anni. 26 pazienti (cioè il 42 per cento) hanno commesso reati contro la persona (per esempio: lesioni, percosse, ingiurie, violenza sessuale); 21 persone (il 34 per cento) hanno commesso un omicidio o un tentato omicidio.

Ma la Rems è una struttura temporanea. Fra sei mesi ne aprirà un'altra a Empoli e il carico su Volterra sarà alleggerito. A Palazzo Bastogi anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani: «Questa giornata è il primo degli eventi che caratterizzano la Festa della Toscana». —

Samuele Bartolini

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