Il presidio
Arrestato per le percosse alla mensa dei poveri, aveva già 16 condanne
Pontedera: il macedone di 41 anni bloccato dalla polizia è accusato anche di tentata estorsione. Doveva scontare una pena, è stato portato in carcere
PONTEDERA. Sapevano che il macedone di 41 anni, che da anni vive in città, va a mangiare alla mensa dei poveri gestita dalla Misericordia, accanto al Duomo di Pontedera. E sabato 24 novembre i poliziotti, appena sono entrati in possesso di un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti del macedone di 41 anni, finito sotto indagine per i reati di tentata estorsione e lesioni personali aggravate nei confronti di un cittadino italiano, sono andati a cercarlo alla mensa. Lo hanno quindi trovato e arrestato vicino al Duomo.
L’arrestato da alcune settimane, stando a quanto è stato spiegato dalla polizia, aveva preso di mira un suo conoscente italiano al quale aveva prestato un somma di denaro piuttosto modesta ma ne pretendeva indietro una molto più alta. La polizia ha spiegato che il macedone aveva messo «in atto una serie di comportamenti vessatori nei confronti del suo conoscente, pretendendo da quest’ultimo l’elargizione di una somma di denaro a titolo di interessi quale compenso per un pregresso prestito, regolarmente restituito dal debitore». Si parla di poco più di 50 euro ma lo straniero ne pretendeva molte di più, per ragioni non chiare. «Poiché la vittima non cedeva alla richiesta, il macedone in più occasioni ha usato violenza nei suoi confronti colpendolo violentemente alle costole, alla schiena e sferrandogli pugni sul volto», ha spiegato ancora il commissariato.
In sostanza, ogni volta che i due si incontravano per la strada, in centro, l’occasione era buona perché il macedone aggredisse quello che un tempo era un amico. Una sera lo ha picchiato e costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Lotti. Le percosse si erano tradotte in lesioni giudicate guaribili con più di venti giorni e il referto trasmesso al commissariato. La vittima delle continue richieste e minacce si è deciso a denunciare il macedone per sottrarsi alle sue aggressioni. Le successive indagini della polizia hanno trovato riscontri rispetto a quello che era stato denunciato. È stata informata la Procura che a sua volta ha chiesto ed ottenuto la misura cautelare in carcere per il 41enne senza un lavoro e anche senza fissa dimora.
Quest’ultimo era inoltre gravato da un secondo provvedimento di arresto per il cumulo di pene relative a sedici condanne definitive per furti ed una lunga serie di violazioni a divieti di ritorno in vari comuni della provincia di Pisa, per un totale da scontare di 6 anni e 7 mesi di reclusione, per cui al termine delle incombenze di rito è stato consegnato al carcere di Pisa. Da qui l’esigenza di eseguire con urgenza la misura dell’arresto.
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