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Fuori di casa da nove mesi per colpa di un contenzioso
Due anziani e una coppia di sposini “vittime” della rottura di una tubazione Intanto lotta Comune-Asa per il pagamento dei danni in viale Cesare Battisti
VOLTERRA. Sono passati nove mesi da quel 27 febbraio in cui le vite di Fabio Occhini, 76 anni, e di una sua vicina, Giovanna Falchi, è stata stravolta. Due anziani sbattuti fuori dalle loro case, lontani dalle abitudini di sempre e dalle cose che hanno più care. Un cambiamento radicale dovuto alla rottura della tubazione della strada in cui hanno sempre abitato, viale Cesare Battisti a Volterra, che ha causato lesioni alla palazzina in cui si trovano i rispettivi appartamenti dell’uomo e della donna. Fatale la loro evacuazione, ma anche l’interdizione a entrare in casa di una giovane coppia che si sarebbe dovuta trasferire in un edificio a fianco subito dopo il matrimonio. Ma se le case sono ancora vuote, a distanza di così tanto tempo, la colpa è di un contenzioso tra Comune e Asa per stabilire chi pagherà i danni.
La vicenda ha occupato le cronache a lungo dopo la fuoriuscita d’acqua, la chiusura del viale e i lavori del gestore del settore idrico. «È una vergogna – racconta Fabrizio Occhini, figlio di Fabio – Il mio babbo, così come la signora Giovanna e l’altra giovane coppia sono fuori di casa nell’indifferenza generale». Occhini si divide tra la casa della famiglia del figlio e un agriturismo di proprietà di un amico. «Non vuole gravare troppo su di noi – spiega Fabrizio – per questo a volte si sposta dal suo amico. Ma è una situazione assurda». L’anziana è in affitto, così come gli sposini. Un aggravio di costi e di disagi, mentre le loro abitazioni andrebbero sistemate per renderle di nuovo agibili. «Dalle stime dei tecnici che abbiamo nominato – dice Luca Fulceri, figlio di Giovanna Falchi – servirebbero 360mila euro per sistemare le due costruzioni. C’è stato un sopralluogo la settimana scorsa ed è stato nominato un consulente tecnico d’ufficio dal tribunale. Tra due o tre mesi, secondo le ultime notizie, dovremmo arrivare a stabilire di chi è la responsabilità».
Forse c’è luce in fondo al tunnel, a meno che la burocrazia non faccia qualche scherzo, come quasi sempre accade. Di sicuro i sette mesi fuori di casa sono reali. Così come lo sono i tre mesi necessari per la perizia del Ctu nominato dal giudice del contenzioso tra Comune di Volterra e Asa. A questo, si aggiungeranno i tempi necessari per avere una sentenza, nella speranza che non si aggiungano strascichi giudiziari. Poi occorrerà procedere per l’assegnazione dei lavori. «Quando vedremo il cantiere partire – dice Fulceri – saremo quasi in fondo a questa vicenda. Il problema sarà far partire i lavori, perché i tempi della giustizia e quelli della burocrazia sono incalcolabili».
Nel frattempo, però, due anziani e una giovane coppia sono in condizioni fortemente disagiate. E non per colpa loro. Ma per sapere di chi è questa responsabilità di tutto questo e capire quando potranno tornare alla normalità dovranno passare ancora molti mesi. —
Andreas Quirici
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