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Disservizi pagati dai cittadini 

Da 4 vigili “quasi inabili” in un anno siamo a 13

CASCINA. I 13 vigili urbani che devono fare “lavori sedentari” saranno chiamati a visita collegiale su richiesta dello stesso comandante della polizia municipale, Paolo Migliorini, che si ritrova a...

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CASCINA. I 13 vigili urbani che devono fare “lavori sedentari” saranno chiamati a visita collegiale su richiesta dello stesso comandante della polizia municipale, Paolo Migliorini, che si ritrova a dover gestire un servizio che funziona a scartamento ridotto. Il vecchio e mai risolto contenzioso tra l’ufficio personale e gli stessi vigili potrebbe finalmente essere arrivato alle battute finali. In poco più di un anno gli agenti considerati non del tutto idonei a svolgere le mansioni di vigile urbano siano passati da 4 a 13. Tutti hanno problemi che sono stati certificati da un medico. Problemi che alcuni hanno solo al lavoro ma non per svolgere, stando alle prime verifiche che sono state effettuate, attività sportive, danza e altre occupazioni che potrebbero non essere del tutto in linea con chi ha prescritto loro una vita sedentaria. C’è anche chi non va a sparare, quindi a fare le esercitazioni al poligono, perché ha una prescrizione. Chi lamenta forme di allergia ai tessuti delle nuove divise, acquistate di recente dalla nuova amministrazione comunale. I primi a rendersi conto che qualcosa non funziona al comando della polizia municipale sono i cittadini. Ed è così da anni, da quando è andato in pensione il comandante Giovanni Bulleri. Probabilmente sono stati sottovalutati i problemi che ci sono all’interno del Corpo della Municipale, contrasti tra gli stessi vigili. I comandanti che si sono succeduti – almeno cinque – hanno lasciato l’incarico. La richiesta di vedersi pagare le ore lavorate nei giorni festivi infrasettimanali è solo un aspetto del problema. Il giorno della ricorrenza dei defunti il comandante, dopo che il sindaco gli aveva ordinato di prevedere un servizio al mercato, lo ha risolto mettendosi di turno lui stesso e un’impiegata amministrativa che l’ufficio personale ha dovuto pagare. –

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