Il Tirreno

Pontedera

Chi viaggia in moto o in scooter rischia la vita per le troppe buche

Andreas Quirici

Abbiamo fatto un giro per vedere i punti più pericolosi Tra via delle Colline è il caos vicino al distributore e Gello

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PONTEDERA. «Spero che la morte di Daniele Forni non sia vana». È uno dei passaggi della lettera inviata al nostro giornale da Stefano Mariancini, un lettore di Forcoli che ogni giorno percorre via delle Colline per Legoli verso Pontedera, città in cui lavora. Un incidente stradale che ha spezzato la vita al cinquantunenne, riproponendo l’annoso problema della sicurezza sulle strade della Valdera. Specialmente per chi viaggia su due ruote. Il punto in cui lo scooter dell’impiegato di una tipografia si è scontrato con un’Alfa Romeo è uno dei tanti scenari della zona in cui si rischia di farsi male. Via delle Colline per Legoli, ormai, sopporta un carico di traffico ingente con code frequentissime. Ma soprattutto punti in cui la velocità e le condizioni dell’asfalto (con buche e dislivelli pericolosi se si guida una moto o uno scooter) sono un mix potenzialmente esplosivo. Per non parlare dell’assenza di illuminazione in troppi tratti tra Pontedera e Forcoli.

RETTILINEO DA CIRCUITO

Il rettilineo che porta da Val di Cava alla rotatoria dei Fabbri è il luogo della tragedia avvenuta l’altra sera. Di notte si vede poco, ma quell’uscita dal distributore, con a fianco una stradina che dà sulla provinciale delle Colline per Legoli, creano non pochi problemi. In quella strada le auto sfrecciano e spesso si sfiora l’incidente anche a causa di un dispositivo elettronico che serve per contare i mezzi in transito, anche se lo scopo non è ben chiaro, che viene scambiato per un autovelox. Da qui frequenti inchiodate di chi non è del posto e rischio tamponamenti che si innalza alle stelle. Con buona pace di chi è su due ruote, alle prese anche con un asfalto corroso e pericoloso.

PERCORSO A OSTACOLI

Il problema è che, fino a quando l’incidente si rischia e basta potrebbe anche andare bene. Ma nel momento in cui ci scappa il morto, come avvenuto l’altro pomeriggio, le lamentele per le strade colabrodo e con scarsa sicurezza diventano polemiche e si trasformano in rabbia. Nella sua lettera, Mariancini dice che spesso, nella zona del distributore alla Cava si vedono «spesso manovre vietate dalla segnaletica». E che «non si vedono mai agenti della polizia municipale per prevenire l’inversione a U». Questo può essere un aspetto del problema. Così come le buche in tante strade della zona. Pontedera, per esempio, sta lavorando per rimediare ai tanti problemi. Ma ci sono situazioni ancora da risolvere. Come viale America, che costeggia lo Scolmatore. Il traffico è sempre notevole, con auto che corrono e mezzi pesanti che rimbalzano sui tanti dislivelli dell’asfalto. Mentre i motociclisti e gli scooteristi sudano freddo per evitare di non essere investiti mentre evitano le buche. Via dell’Industria, strada della zona industriale di Gello, è un altro punto delicato dal punto di vista dell’asfalto. Alla rotatoria con via Maremmana c’è una buca notevole. Ma anche viale Rinaldo Piaggio, proprio davanti allo stabilimento del celebre scooter pontederese, le tante piccole buche non rendono facile la vita a chi viaggia su due ruote, in un tratto anche questo molto trafficato.

IL PIANO DI PONTEDERA

Chiamato in causa, l’assessore ai lavori pubblici di Pontedera, Matteo Franconi, dice che «viale America e via dell’Industria sono nel piano delle asfaltature che l’amministrazione sta portando avanti». Domani ci saranno i lavori in via Liguria, ma c’è un problema per Franconi: «Per sistemare tutte le strade che avrebbero bisogno servirebbero due milioni e mezzo. Noi abbiamo investito un milione per gli asfalti e un altro per il braccetto di Santa Lucia. Ma il lavoro da fare è tanto e i soldi non sempre bastano per tutte le esigenze». —

Andreas Quirici

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